
Massima allerta per la frana che sta interessando il territorio di Silvi (Te), dove un costone del paese, su cui sorgono abitazioni, si sta sbriciolando. Il fronte del movimento franoso continua ad ampliarsi.
Le piogge intense cadute in questi giorni e che continuano a imperversare sull'Abruzzo hanno aggravato ulteriormente la situazione: i tecnici della Protezione Civile hanno segnalato scricchiolii nell’area, indizi che fanno temere nuovi cedimenti del terreno, dopo il crollo, nei giorni scorsi, di un'abitazione. Altre case sono state evacuate e sono monitorate.
L’emergenza è seguita dal presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, che ieri ha avuto un colloquio telefonico con il capo del Dipartimento nazionale della Protezione Civile, Fabio Ciciliano, per coordinare le operazioni.
E oggi sopralluogo tecnico, si è già svolto nella tarda mattinata, per fare il punto sulla grave situazione idrogeologica.
Presenti i rappresentanti dell’amministrazione comunale, guidati dal sindaco Andrea Scordella, insieme al direttore della Protezione civile regionale, Maurizio Scelli, e ai geologi incaricati del monitoraggio, tra cui Nicola Casagli, della Protezione civile nazionale, già impegnato anche sul fronte della frana di Niscemi.
In totale sono 18 le famiglie costrette a lasciare le proprie case, attualmente ospitate in una struttura ricettiva sulla costa. Prosegue senza interruzioni l’attività di assistenza agli sfollati, così come il monitoraggio costante attraverso sensori di movimento installati per garantire la sicurezza dell’area. Dalle prime analisi emerge come le recenti precipitazioni abbiano accelerato lo scivolamento dei detriti, rendendo necessario un aggiornamento immediato della mappatura del rischio.
La priorità, ribadiscono le autorità, resta la tutela dei residenti. Secondo Casagli, all’origine del fenomeno vi è anche la saturazione del suolo dovuta alle piogge intense degli ultimi giorni, dato che si tratta di terreni sabbiosi. "Siamo di fronte a un fenomeno di instabilità di versante alimentato dalle precipitazioni – ha spiegato –. Fortunatamente gli edifici sono stati sgomberati in tempo: un esempio efficace di prevenzione da parte della Protezione civile". Casagli ha inoltre sottolineato la necessità di evitare interventi affrettati: "La priorità non è scavare, ma comprendere. Bisogna attendere che la frana si stabilizzi – un processo che potrebbe essere relativamente rapido, data l’elevata permeabilità delle sabbie – e solo dopo pianificare gli interventi sulla base di dati certi". Al sopralluogo è seguito un briefing tecnico.
"La disastrosa frana è stata quest’oggi oggetto del mio intervento in Parlamento in una specifica richiesta di informativa per sapere quali strumenti e risorse si stiano mettendo in campo per intervenire sull’emergenza, ricostruire le cause dello stato di crisi ambientale e strutturale, e soprattutto per individuare con esattezza scientifica a quale ministero appartenga la competenza di appropriata operatività, per scongiurare dal principio la frammentazione, nemica dell’efficacia della messa in sicurezza dell’intero fronte di frana". Lo afferma in una nota il senatore Luciano D'Alfonso, secondo cui, "allo stato ci sono sette ministeri che hanno promosso investimenti per suolo e sottosuolo, financo il ministero degli Interni, il ministero delle Risorse Agricole, il ministero dell’Ambiente, il ministero dei Lavori Pubblici. Dobbiamo sapere che l’univocità delle competenze consente la linearità e l’efficacia degli interventi, dobbiamo sapere che c’è la prevenzione come prima postura istituzionale, poi la gestione dell’emergenza e infine quella delle competenze ordinarie".
31 mar. 2026
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