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Tutto ha inizio la sera del 14 aprile 2015 quando la guerra per il controllo del traffico di droga nella zona tra Vasto e San Salvo sfocia in un regolamento di conti: c'è uno scontro a fuoco dentro il bar Evelin a San Salvo (Ch), tra il gruppo criminale che fa capo a Denis Bimi e ClirimTafili e la fazione di Fasli Faslia dall'altra.  Quest'ultimo resta  gravemente ferito, mentre vengono trovati 13 fori di proiettili. Due anni dopo ci sarà il ferimento di un buttafuori al Pachuka Beach. Sono questi due episodi che danno il via alle indagini di carabinieri e guardia di finanza di Chieti che, questa mattina, alle 5, hanno effettuato 20 arresti, tra albanesi, italiani, macedoni e rumeni. Sotto inchiesta sono complessivamente in 61. Le accuse sono di associazione per delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti, detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti e detenzione e porto illegale di armi. Nell'operazione, in cui sono stati impiegati 300 militari, tra cui anche corpi speciali dei Baschi verdi, lo Squadrone Cacciatori di Puglia, elicotteri e cani, è stata ribattezzata "Evelin". 

In prigione, su ordinanza del gip dell'Aquila Francesco Romano Gargarella,  sono  finiti Denis Bimi, gestore del,Bar Evelin; Clirim Tafili, Elvis Cafi, Adriano Shabanaj, Agim Cafi, Besmir Sylia,Emran Morina, Costel Blanaru, Elvin Tafili, Alessandro Ronzullo, 35 anni, originario di San Ferdinando di Puglia e residente a San Salvo, Ajden Cekorja, Bruno Aliu, Franco Nardino, 55 anni, di San Severo (Fg), Erlin Roci, Berardino D'Onofrio, 31anni, nato a Foggia e residente a Vasto (Ch). I domiciliari sono stati concessi a Eqrem Bimi, Andersen Tomorri, Albjond Xheka, Raffaele Iacovone, 51anni di Castiglione Messer Marino e Matteo Colapietra, 58 anni di Campomarino (Cb).

Arrivava dall'Albania la droga, a fiumi. Ma anche da Olanda e Slovenia. E arrivava al Bar Evelin, locale messo sotto controllo, zeppo di telecamere, piazzate appositamente dalle forze dell'ordine. Monitorate anche diverse automobili e moto che bazzicavano attorno al locale. Il traffico era soprattutto di cocaina, ma non mancavano eroina e marijuana, chevenivano nascoste nelle macchine, tra tappeti e dentro ruote di scorta. Tredici i chili di droga sequestrati, del valore di circa  un milione di euro.

"Non stiamo parlando di piccoli spacciatori, ma di un'organizzazione strutturata che aveva base organizzativa e logistica nel Vastese dove sono stati perquisiti esercizi e attività commerciali, a dimostrazione che c'erano attività di copertura per la gestione del giro di stupefacenti", ha detto il comandante provinciale dei carabinieri di Chieti, Florimondo Forleo. "Una organizzazione che a breve avrebbe assunto le caratteristiche di un'associazione mafiosa. Avevano lavori irreprensibili, bar, concessionarie, depositi di materiale, utilizzati come copertura e forse anche per l'investimento degli introiti". 

"La banda che abbiamo smantellato usava metodi violenti e stava egemonizzando il territorio per prevenire la concorrenza di altre organizzazioni interessate al narcotraffico - ha spiegato Serafino Fiore, comandante provinciale della Finanza -. Le indagini sono durate più di un anno e mezzo, sono state splendidamente coordinate dalla Direzione distrettuale Antimafia dell'Aquila e svolte in maniera assolutamente sinergica".
30 novembre 2018

Nella foto in alto gli arrestati; in basso la conferenza stampa di presentazione dell' "Operazione Evelin"

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