E nello scorso marzo i legali della famiglia avevano presentato un reclamo alla Corte d'Appello dell'Aquila per una sospensione del provvedimento di allontanamento della madre e quindi di poter far tornare la donna a stare con i propri figli nell'attesa che venissero concluse tutte le perizie che sono state chieste, perizie psicologiche sui genitori e sui figli.
"Il Tribunale per i minorenni dell'Aquila - dice l'avvocato della famiglia, Simone Pillon - ha depositato il proprio provvedimento in relazione all'istanza della difesa del 25 giugno scorso.
Il decreto, firmato dalla presidente Ceciclia Angrisano nei suoi ultimi giorni di servizio all'Aquila, corregge parzialmente le precedenti decisioni e dispone un progressivo riavvicinamento dei minori alla famiglia, con rientri diurni immediati a Palmoli e - da ottobre - con pernotti in famiglia nel fine settimana.
Si tratta certo di un significativo passo in avanti rispetto alla situazione attuale, ma spiace tuttavia dover prendere atto che il lungo percorso giudiziario pare ancora lontano dal necessario e auspicabile pieno ricongiungimento familiare.
Con tutto il rispetto per il Tribunale, la difesa dei coniugi Birmingham-Trevallion non può infatti esimersi dal rappresentare alcuni ulteriori aspetti che a suo avviso meritano di essere corretti nel superiore interesse dei bambini".
"In primo luogo, a causa del ritardo nella decisione è stato di fatto negato il diritto dei minori a trascorrere almeno qualche giorno di vacanza con mamma e papà - rimarca Pillon -. Si auspica che tali periodi siano presto recuperati. In secondo luogo non sono stati presi in considerazione i ripetuti richiami degli esperti della Neuropsichiatria infantile, della difesa, della stessa consulente d'ufficio e, in misura diversa, anche delle altre parti, in ordine alla necessità di un immediato e definitivo rientro in famiglia.
In terzo luogo la eccessiva gradualità e l'incertezza sul ricongiungimento non sono giustificabili con la situazione familiare che non è affatto a rischio abusi e ha ampiamente risolto le criticità abitative e relazionali inizialmente contestate. E' come se il Tribunale fosse rimasto ancorato a precedenti valutazioni che ormai sono ampiamente superate dai fatti".
"Infine - conclude il legale - si reputa contrario all'articolo 30 della Costituzione e a tutte le convenzioni sovranazionali in tema di libertà educativa l'emanato ordine che sembra essere orientato a mantenere i minori in casa famiglia finché i genitori non mostreranno di aver accettato l'iscrizione dei bambini alla scuola pubblica.
Come certamente ben noto, il collocamento extrafamiliare è una misura gravemente invasiva, che può essere giustificabile solo in presenza di condotte di abuso o violenza, ma non certo per imporre ai genitori di rinunciare alla libertà di scelta del percorso scolastico per i loro figli.
Per questa e per altre ragioni, la difesa presenterà reclamo alla Corte di Appello.
In ogni caso sarà garantita da parte di tutti la piena collaborazione". 01 sett. 2026
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