Falciò pedoni lungo Corso Trento e Trieste a Lanciano: processo in autunno. 'Pericoloso causa schizofrenia'

Il pirata della strada che falciò pedoni, come birilli, lungo corso Trento e Trieste, con due feriti, va a processo il 2 ottobre, con rito abbreviato. L'imputato è Emanuele Travaglini, 28 anni di Casoli.

Tentato omicidio l’accusa del pm Francesco Carusi dopo che il giovane ha travolto un uomo e una donna con una vecchia Fiat Punto del padre lanciata a folle velocità sul piastrellato Corso "presentoso". Ieri dinanzi al gup Giovanni Nappi è stata discussa anche la perizia psichiatrica di Danilo Montinaro, consulente scelto dello stesso giudice, che ha riferito che Travaglini soffre di schizofrenia, ha parziale capacità di intendere e di volere al momento del fatto, è perfettamente capace di stare a processo ed è socialmente pericoloso.

Il pm Francesco Carusi si era affidato al perito Maurizio Capillari mentre il consulente di parte è Lucio Gallinaro. L’imputato nel frattempo ha nominato un nuovo difensore, si tratta dell’avvocato Maurizio Di Lallo, di Pescara, in sostituzione di Alberto Paone che ha seguito il caso nella prima fase. Il nuovo legale era pronto a chiedere una perizia suppletiva e avanzerà nuova richiesta di concessione degli arresti domiciliari o in una struttura specializzata. Travaglini è ancora rinchiuso nel supercarcere di Lanciano dal 13 settembre scorso, giorno della sfiorata tragedia. In prigione il giovane è sedato e curato con una terapia di antipsicotici. Per la difesa sta male e deve uscire, prima che la situazione precipiti.

Presi in pieno dall'auto sono stati Gabriele Staniscia, 78 anni, di Lanciano, che ha riportato politrauma e fratture con ricovero a Pescara, e Luciana Iavicoli, 69 anni, finita invece al Renzetti per il bacino fratturato. Luciana ha salvato il nipotino di un anno e mezzo che portava a spasso lanciando in avanti il passeggino sul lato dei Portici poi è stata sbalzata in aria dal pirata della strada. Poteva essere una strage. Le due parti offese sono patrocinate dagli avvocati Polimante Piero D’Ugo, papà del bimbo che era nel passeggino ed è rimasto incolume, e dall’avvocato Antonio Codagnone.

La vigilia delle Feste di Settembre fu una mattina di terrore quando il giovane, giunto da Casoli dopo colazione in un bar, si è intrufolato sul Corso ed ha seminato terrore attraversandolo a oltre 100 km/h e puntando passanti e tavolini esterni dei bar, dopo aver aggirato gli ostacoli di sicurezza. Ha bypassato i new jersey per le feste ed è salito sul marciapiede angolo via De Crecchio, ha accelerato con uno zigzagare drammatico. Quando si è reso conto di ciò che era accaduto si è fermato per strada ed ha chiamato i carabinieri. “Non sto bene, sento rumori nella testa e vedo lampi di luci negli occhi – ha speigato al gip Massimo Canosa -. Non mi hanno mai dato farmaci dopo le visite mediche. Sono scosso per l’accaduto, non ci sono moventi, né qualcosa mi ha turbato precedentemente”.  09 mag. 2023

WALTER BERGHELLA  

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