Fossacesia. Tentarono di estorcere denaro a titolare 'Supporter beach', due condanne

Erano accusati di estorsione ai danni del titolare dello stabilimento "Supporter beach" di Fossacesia (Ch).

Si è concluso oggi, con la condanna dei due imputati, il primo grado di giudizio riguardante il tentativo di taglieggiamento ai danni di Donato Di Campli, di Lanciano (Ch), noto imprenditore turistico ed ex procuratore sportivo.

Il gup del Tribunale di Lanciano, Giovanni Nappi, ha accolto sostanzialmente le richieste del pm Miriana Greco e ha condannando Angelo Guida, 43 anni, a 3 anni e 4 mesi di reclusione e Daniel Varanese, di 20, a 2 anni, 2 mesi e 10 giorni. Entrambi hanno beneficiato dello sconto di un terzo della pena previsto dal rito abbreviato.

Oltre alla detenzione, il gup ha stabilito un risarcimento danni di 7.000 euro in favore di Di Campli, costituito parte civile tramite l’avvocato Marco De Angelis, il quale aveva richiesto inizialmente una provvisionale di 20.000 euro.

La vicenda risale al giugno dello scorso anno, quando i due uomini, residenti a Castel Frentano (Ch), cercarono di imporre una forma di "protezione" al locale della Costa dei Trabocchi. La richiesta iniziale di 10.000 euro fu accompagnata da intimidazioni e riferimenti a presunti legami con la criminalità organizzata. In caso di mancato pagamento, fu la minaccia, la struttura avrebbe subito gravi danni nel pieno della stagione turistica. E l'estate era alle porte.

Di Campli però non ha ceduto al ricatto, rivolgendosi immediatamente ai carabinieri della Compagnia di Ortona (Ch), coordinati dal maggiore Alfonso Venturi. Il 21 giugno è scattata l'operazione trappola, sotto la direzione della Procura della Repubblica di Lanciano. 

Durante un incontro concordato al "Supporter beach", è avvenuta la consegna di una busta contenente 5.000 euro. Appena i due sono usciti dal locale con i contanti, i militari sono usciti allo scoperto: il denaro è stato rinvenuto occultato negli indumenti intimi del più giovane. Sono scattate le manette, arresto in flagranza.

L’avvocato Giacinto Ceroli, difensore di Guida, ha cercato di riqualificare il reato in truffa, sostenendo che i legami con il crimine organizzato fossero solo un "bluff" per intimorire la vittima senza una reale struttura criminale alle spalle. Da parte sua l’avvocato Davide Tupone, per Varanese ha puntato sulla giovane età del cliente e su un ruolo marginale nella vicenda, supportato da intercettazioni che lo descrivono come figura di secondo piano. 16 mar. 2026

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