Abruzzo. Escursionista morto sulla Majella. E' un maresciallo dei carabinieri

E' la quarta vittima della montagna in due giorni. E' stato ritrovato morto l'escursionista che risultava disperso sul versante aquilano della Majella.

E' il maresciallo maggiore Fabio Cicone, 51 anni, di Sulmona, comandante del Nucleo operativo e Radiomobile della Compagnia carabinieri di Castel di Sangro (L'Aquila). All'inizio i soccorritori credevano fossero due i dispersi, ma nel corso delle indagini e delle ricerche si è appurato che il militare era da solo. Perché l'amico con cui la vittima era solita andare a fare passeggiate, era, in realtà, rimasto a casa. 

Il suo corpo è stato avvistato in fondo a un canalone. Sul posto sono stati impegnati i tecnici del Soccorso alpino e speleologico d'Abruzzo, in collaborazione con l'elisoccorso del 118 di Pescara, i carabinieri dell'Aquila e la Guardia di finanza. Arrivati i sostituti procuratori del tribunale di Sulmona, Stefano Iafolla e Aura Scarsella, che hanno disposto l'autopsia.

La segnalazione è partita dal fratello, Umberto Cicone, maresciallo dei carabinieri, comandante della stazione di Carsoli, per il mancato rientro del familiare, uscito domenica con la sua Land Rover Freelander. Il mezzo è stato ritrovato in località Fonte Romana, nei pressi di Pacentro (L'Aquila), ad ovest del Monte Amaro di cui avrebbe dovuto raggiungere la vetta: da qui sono partite le ricerche. Il corpo esanime era lungo il sentiero di Fondo di Majella, dove probabilmente l'uomo è scivolato, a causa del ghiaccio insidioso e ingannevole. 

Già ieri è stata domenica funesta per le montagne d'Abruzzo. Tre morti il drammatico bilancio fra Gran Sasso e Majella. Sul Gran Sasso, dopo giorni di ricerche, è stato trovato, senza vita, Matteo Martellini, 37 anni, di Città Sant'Angelo (Pe), riverso in un piccolo canale, dove è precipitato dopo essere scivolato.

Sulla Majella, sul Monte Amaro, alla Rava del Ferro, canalone in questo periodo pieno di lastre di ghiaccio, sono invece state recuperate le salme di Gianpiero Brasile, 58 anni, medico dermatologo originario di Lanciano (Ch) e residente a Pescara, e di Antonio Muscedere, 55 anni, nato Sora e residente a Posta Fibreno, nel Frusinate. I due sono scivolati su una lingua di ghiaccio. Tutte le vittime erano esperte di montagna. 

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