
"Mio figlio di 13 anni, ragazzo autistico, disabile al 100 per cento, preso a bottigliate e insultato in ogni modo per le sue condizioni. Ora è in ospedale e io sono con lui ad assisterlo... Le botte, l'assalto, le minacce di morte e di stupro ripetute. Ci stanno rendendo l'esistenza un inferno".
Cristina Spada, moglie di Fioravante Di Rocco, spiega, ad Abruzzolive.tv, quanto accaduto lo scorso 29 aprile,(LEGGI QUI) quando, nel quartiere Santa Rita, il più popoloso di Lanciano (Ch), c'è stato l'ennesimo scontro tra la sua famiglia e quella dei Guarnieri. "Questi ultimi - dice - ci hanno in realtà aggredito. Non ci va di passare per attaccabrighe. Hanno teso un agguato a mio marito, che non lasciano in pace dallo scorso novembre, definendolo un "infame", perché secondo quanto sostengono, con le sue testimonianze, avrebbe mandato in galera uno - due di loro".
"E' stato - prosegue - un episodio di violenza grave e inquietante". Che ha messo in subbuglio l'intero quartiere e, soprattutto, i bimbi e le famiglie che erano in un vicino parco giochi. "Mio marito - racconta la donna -, erano circa le 15.15, era tornato a casa a bordo della propria Jeep, dopo aver accompagnato nostro figlio al centro "Il Cireneo". Appena sceso dalla macchina è stato circondato dal clan Guarnieri e aggredito. Avevano una mazza da baseball, con cui l'hanno colpito. Al contempo, urla, offese, un acceso confronto verbale, rapidamente degenerato. Erano maschi e femmine: alcuni si sono fiondati in strada, altri gridavano da più lontano. dando manforte e incitando a far male. L'auto è stata presa a calci e ammaccata". Avrebbero anche tentato di sottrargli il telefonino.
"Vista la scena dal balcone - prosegue -, ho allertato i carabinieri, che sono arrivati in pochi minuti. Mio marito è rientrato, protetto dalle forze dell'ordine. "Adesso stai qui tranquillo", gli hanno detto. Ma lui ha risposto che dopo un po' sarebbe dovuto uscire di nuovo per andare a riprendere il bambino. Appena ha rimesso piede fuori, nonostante la presenza dei militari, è ripartita la sceneggiata. Tutti contro mio marito: c'è chi l'ha inseguito, con dietro, a sua volta, i carabinieri". Che, a quel punto, hanno chiamato i rinforzi.
Quando l'uomo è tornato con il figlio, la situazione, in via De Riseis, è degenerata. "Appena hanno visto l'auto giungere nel cortiletto, si sono messi a scagliare oggetti. Uno di loro si è lanciato sul parabrezza, rompendolo. Il bambino, appena sceso dalla vettura, bersagliata in ogni modo, è stato colpito da una bottiglia di vetro scagliata contro di lui. L'abbiamo immediatamente portato nell'appartamento, per sottrarlo ad ulteriore violenza, ma è rimasto ferito e scioccato.
"Lui - riferisce la mamma - è particolarmente fragile. Ha riportato un trauma cranico, escoriazioni all'orecchio ed è stato colto da un forte shock, con stato di agitazione e tremori. E' giunta l'ambulanza ed è stato ricoverato in Pediatria".
Sul posto sono arrivati anche la polizia e la Municipale, che hanno avviato gli accertamenti per ricostruire con precisione la dinamica dei fatti e individuare le responsabilità.
"Ci siamo rivolti al sindaco, Filippo Paolini, e al parroco Nicola Giampietro, chiedendo loro aiuto, oltre che al nostro legale, Orlando D'Alessandro, di Vasto". 02 mag. 2026
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