Esclusivo. Lanciano. Botte e auto contro rotonda. 'Ecco che è successo', il racconto delle vittime ad Abruzzolivetv

Prima il furto dell'automobile, poi le botte. Scene da far west ieri pomeriggio a Lanciano (Ch), a ridosso del luna park allestito per le Feste di settembre. Intorno alle 18, in piazza D’Amico, due uomini – padre e figlio, entrambi residenti a Vasto (Ch) – sono stati al centro un’aggressione feroce. A colpirli a sangue un gruppo di 4-5 uomini, in parte già noti alle forze dell’ordine, che poco prima, con un'auto di grossa cilindrata, si erano schiantati contro la rotatoria del piazzale. Ma l’accaduto ha un prologo. 

A raccontare i fatti, ad Abruzzolive.tv, sono le due vittime: A.D., 59 anni, di origine macedona ma da 35 anni residente in Abruzzo, operaio in una multinazionale di San Salvo (Ch), e suo figlio, di giovane età. Il papà ha il volto tumefatto, occhi violacei illividiti, punti di sutura in faccia e un grosso cerotto a coprire il naso fratturato. Ha un taglio in testa. Ha riportato lesioni varie e un trauma cranico. "Ero in fabbrica a lavorare - riferisce ad Abruzzolive.tv -  quando mio figlio mi ha telefonato dicendomi che avevano rubato la nostra Range Rover bianca. Ho chiesto il permesso ai capi e sono uscito dallo stabilimento. Siamo saliti sulla nostra seconda macchina".

"Il sistema di localizzazione GPS - aggiunge il figlio - ci ha fornito una traccia della Range Rover: il segnale ci dava la vettura nell’area di Lanciano, dove ci siamo precipitati". 

La caccia all’auto e l’impatto... 

Si sono messi alla ricerca del mezzo. Arrivati a Lanciano, dopo alcuni giri tra le vie del centro, hanno notato il veicolo nei pressi dell'area delle giostre. "Dentro erano in 4-5 e stavano cercando di parcheggiare. Abbiamo allertato il 113 e chiesto un intervento immediato. Dal commissariato hanno risposto che non potevano arrivare e, mentre aspettavamo indicazioni, ci siamo avvicinati alla macchina". Improvvisamente la Range Rover si è mossa, piombando contro di loro.

Il ragazzo è stato sbalzato sopra il cofano... "Sono rimasto lì aggrappato, perché volevo riprendermi l'auto". Il fuoristrada è ripartito e lo ha portato "a spasso" per circa tre chilometri, per approdare, alla fine, nuovamente in piazza D'Amico. 

Il pestaggio

"Una frenata brusca, sono caduto sull'asfalto, finendo sotto le ruote dell'automobile, da cui sono scesi tutti, tranne il conducente, che ha continuato a ingranare la marcia, avanti e indietro, venendomi addosso, su una gamba, e sbattendo contro la rotonda". Da qui i danni al verde e alla segnaletica, abbattuta. "Mio padre - continua il giovane - nel frattempo ha tentato di fermare uno dei ladri. E questi ha cominciato a picchiarlo". "Mi sono difeso - sottolinea il 59enne - e tutto il gruppo mi si è fiondato addosso". Botte da orbi. "Calci e pugni a raffica". Un pestaggio selvaggio. "E' stato massacrato", riferiscono alcuni presenti. E' stato colpito ripetutamente, anche con la punta di forbici e anche mentre giaceva a terra sanguinante. Picchiato anche il figlio quando, riuscito a rimettersi in piedi, è accorso in aiuto al genitore. L’arrivo dei passanti, le urla, il parapiglia intorno e l’allarme lanciato alle forze dell’ordine hanno interrotto l’assalto, mentre l’auto è ripartita a gran velocità, dileguandosi. Sul posto sono giunti i carabinieri. Mentre un'ambulanza, più tardi, ha portato entrambi i feriti al Pronto soccorso di Lanciano. Violenza e fuggi fuggi generale. 

Indagini serrate e l'auto ritrovata a Bologna

I militari indagano sul caso: stanno ricostruendo le dinamiche, verificando i collegamenti e acquisendo testimonianze. Sentite oggi le due vittime.

La Range Rover bianca, usata per il raid, è stata ritrovata questa mattina a Bologna, danneggiata, incidentata. "L'hanno distrutta".

Gli investigatori stanno passando al setaccio i filmati delle telecamere di sorveglianza della zona e i video girati da alcuni cittadini.

Il Comitato Feste rassicura

"Stigmatizziamo con forza ciò che è accaduto ieri a pochi passi dal luna park dedicato ai più piccoli e nello stesso tempo siamo felici che non siano stati coinvolti in alcun modo famiglie e bambini. Teniamo però a precisare che, secondo le prime ricostruzioni, - comunica il Comitato Feste di Settembre - il luogo dell’accaduto sia stato uno mero caso in quanto i giostrai non sono coinvolti nel grave episodio su cui indagano i carabinieri. Accogliamo e facciamo nostre le parole del sindaco Filippo Paolini sulla gravità dei fatti e comprendiamo la sua preoccupazione e la volontà di chiudere il luna park qualora si verificassero ancora situazioni simili per tutelare l’incolumità dei cittadini tutti, soprattutto dei più piccoli".  10 sett. 2025

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