Era di origini abruzzesi il ragazzo ucciso a Roma con colpo di pistola alla testa

 E' morto dopo diverse ore di agonia. Luca Sacchi, personal trainer di 24 anni, ucciso a Roma, era originario della provincia dell'Aquila. E' stato trucidato con un colpo di pistola alla nuca, sotto gli occhi della fidanzata e del fratello, durante una rapina. 

E' stato freddato, l’altra sera, a Roma, dove viveva, in via Teodoro, strada dell'Appio-Latino, quartiere residenziale della capitale, dal proiettile di un revolver sparato da uno dei due banditi che hanno aggredito lui e la fidanzata per sottrarre lo zaino a lei, Anastasiya Kylrmnyk, di origine ucraina, 25 anni. Poi gli aggressori si sono dileguati a bordo di una Smart for four bianca.

All'assalto, la vittima, appassionata di arti marziali e jiu jitsu brasiliano, ha reagito: ha afferrato uno dei malviventi, quello che aveva preso lo zainetto,  e che era armato di bastone. Si è catapultato su di lui e lo ha steso a terra. Il complice a quel punto ha sparato a bruciapelo. Il proiettile ha centrato la testa del giovane  e si è andato a conficcare nell'infisso della vetrina del "John Cabot" pub dall'altro lato della strada. I tentativi di salvarlo, da parte dei medici, anche con un lungo intervento alla testa, non sono serviti. 

Per l'omicidio sono stati rinchiusi in carcere, a Regina Coeli, Valerio Del Grosso e Paolo Pirino, entrambi di anni 21. Il fermo è arrivato al termine di un'attività di indagine da parte dei carabinieri e della polizia, coordinata dalla locale Procura della Repubblica. I due, resisi irreperibili subito dopo i fatti, sono stati individuati e catturati: Del Grosso in un hotel in zona Tor Cervara dove aveva trovato rifugio, mentre Pirino è stato rintracciato sul terrazzo di una palazzina dove si era nascosto, in zona Torpignattara. 

Profondo cordoglio alla comunità di Montereale (Aq) arriva dal Comune dell’Aquila, tramite il sindaco del capoluogo di regione, Pierluigi Biondi. La famiglia del giovane ammazzato era infatti di Montereale, per l’esattezza della frazione di Cavagnano, dove spesso tornava nei periodi estivi.

"Sono certo – scrive Biondi al primo cittadino di Montereale, Massimiliano Giorgi – che quanto accaduto abbia colpito nel più profondo del cuore la popolazione e, credimi, ha sconvolto tutti. In tanti – prosegue – si riempiono la bocca della parola "sicurezza"; in tanti promettono interventi e azioni decisive su questo fronte; in tanti promettono… All’atto pratico, nella nostra cosiddetta società civile, dei ragazzi continuano a morire per mano assassina, solamente perché vogliono proteggere i loro affetti. Oggi più che mai abbiamo bisogno che il Governo si adoperi con fondi capienti e certi per un controllo diffuso e per consentire alle forze dell’ordine di adempiere al loro primo compito: tutelare i cittadini. Senza questa azione, assicurare serenità risulterà sempre una sorta di missione impossibile".

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