Smercio droga a Lanciano e in Val di Sangro... 'Comba', erba tritolo...'. Sommozzatori trovano fucile lungo il fiume
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Tre giorni dopo gli arresti, salta fuori anche il fucile con il quale alcuni componenti della banda dell’operazione "Dance monkey" si allenavano al tiro, sparando agli alberi, tra i boschi di Paglieta (Ch).

Stamattina il gruppo sommozzatori dei carabinieri di Pescara, con l’ausilio dei colleghi della compagnia di Lanciano, hanno rinvenuto l’arma nascosta poco distante dalle sponde del fiume Sangro, tra la fitta vegetazione. Il fucile da caccia, arrotolato in un sacco di plastica nera, era stato modificato, a cominciare dal taglio della canna per renderlo più maneggevole. Si tratta di un Breda semiautomatico calibro 12, apparentemente anche senza matricola. Non si riesce ancora a capire che uso dovessero farne; sta di certo che per torvarlo è stata effettuata una ricerca mirata nell’alveo del corso d'acqua da parte del militari frentani, coordinati dal capitano Vincenzo Orlando e dal sottotenente Giuseppe Nestola, a capo del Norm, su specifica delega del pm Francesco Carusi.

Ora il fucile a canne mozze sarà attentamente analizzato per capire la provenienza e se legalmente detenuta, soprattutto a chi è intestata. Dalle indagini risulta che alcuni arrestati si esercitavano crivellando le piante.

Intanto sono fissati a venerdì, dopodomani, gli interrogatori di garanzia dinanzi al gip Massimo Canosa  per Michael Cicchetti, 28 anni di Paglieta; Alexander Mastrippolito, 20 anni, di Santa Maria Imbaro, e Manolo Spinelli, 30 anni, di Lanciano, tutti finiti agli arresti domiciliari. Restrizione pure per  A. P., 52 anni, di Fara San Martino (obbligo di dimora) e I. F.,  42 anni, di  Casoli (obbligo presentazione alla Pg).

Una banda che teneva il filo dello spaccio di droga a Lanciano e in numerosi comuni, dall’entroterra alla costa. Personaggi ambigui; molti di loro sono incensurati ma agivano con estrema crudezza per ottenere il pagamento della cocaina, hashish e marijuana venduta ad oltre 150 piccoli clienti. Avevano pure un cassiere, Mastrippolito, incaricato della parte contabile e della custodia degli introiti del copioso spaccio.

Cocaina smerciata anche fino a 100 euro per grammo, con acquisto sia a Pescara che a San Severo, in provincia di Foggia, dove un intercettato diceva di essere andato a fare... “un’ammasciata”. Di sicuro alcuni componenti erano violenti;  non disdegnavano "spedizioni punitive", annota il gip in 26 pagine di ordinanza cautelare, per avere a tutti i costi i soldi delle vendite. Tanto che sono susseguiti episodi di estorsioni, con botte a più malcapitati, tra cui un giovane cliente di Casoli e a suo padre giunto in aiuto al figlio e selvaggiamente picchiato con un tirapugni. Uno dei pestaggi è stato persino videoripreso col telefonino da una delle vittime.

Infine l’incendio doloso della Fiat Panda della madre di un altro tossicodipendente di Altino (Ch). In ogni caso l’indagine appura che la droga era di buona qualità... "erba tritolo, di quelle potenti”, veniva definito un tipo di stupefacente. Peraltro, si aggiungeva “Madonna, era buona che faceva paura; combà mi stavano a tremare le gambe a tornare da Pescara”.

Walter Berghella

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Foto Andrea Franco Colacioppo

 

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