Coronavirus. Quei funerali rom in Molise...  Allarme a Rancitelli a Pescara... Gli strali del parroco: 'Dov'è lo Stato?'

"Denunciamo da mesi in maniera circostanziata quanto sta avvenendo nel nostro quartiere: dallo spaccio e occupazioni abusive alle nuove violazioni delle norme anticontagio, quali assembramenti e ritrovi in violazione delle norme anti coronavirus...".

L'allarme viene lanciato da don Massimiliano De Luca, parroco del quartiere Rancitelli di Pescara che spiega anche che diverse "famiglie hanno partecipato al funerale rom di Campobasso il 30 aprile". Alcuni di quelli andati in trasferta "sono attualmente positivi - afferma - ma purtroppo questa notizia viene taciuta". Per il commiato al defunto, in Molise, si sono ritrovati in tanti, tutti sotto la sua abitazione: circostanza che ha fatto schizzare i positivi nella sua regione e che ha portato numerosi nuovi casi di Covid-19 a Vasto. 

"I fatti di Campobasso e Vasto non ci lasciano affatto tranquilli ", afferma il sacerdote insieme al comitato "Per una nuova Rancitelli", presieduta da Francesca Di Credico e che, il 27 aprile scorso, ha inoltrato un esposto, anche in Comune. Il religioso parla poi di "matrimoni, funerali, battesimi, compleanni festeggiati, in mezzo alla strada, davanti ai nostri occhi e agli occhi di chi rappresenta lo Stato che si è mostrato debole, impotente e incapace di rispondere in modo serio a quanto stava avvenendo". Fuochi d'artificio per una partita di droga arrivata o per "amici" usciti di prigione. 

"O il controllo non è avvenuto - tuona - oppure si è preferito girare la testa dall’altra parte. Ci siamo stancati di inviare segnalazioni, foto, video, audio di quello che qui accade quotidianamente e di dover implorare interventi repressivi a tutela della salute di tutti noi. Non abbiamo mai voluto combattere la guerra tra buoni e cattivi perché non è un compito che spetta a noi cittadini, compito del cittadino è segnalare ciò che accade e non girare la faccia dall’altra parte ma spetta poi alle istituzioni intervenire. Oggi ci sentiamo tutelati meno di ieri noi che veniamo definiti la 'gente onesta di Rancitelli'... Quelli che finalmente iniziavano a rialzare la testa stanno tornando a chiudersi dentro le loro case e ad osservare inermi al trionfo dell’illegalità dietro le tapparelle delle loro finestre.... In questi mesi - prosegue - abbiamo assistito alla rioccupazione di molti alloggi popolari liberati faticosamente con spese esagerate provenienti dalle tasse dei cittadini. Chi vive di espedienti ha approfittato della debolezza dello Stato per riappropriarsi di quei luoghi e farli tornare fortini inespugnabili di criminalità e degrado. La tutela del cittadino si decide con i fatti, non con le parole"

"Fatti che devono rappresentare una risposta chiara e decisa ad una sola domanda: state dalla parte della “gente onesta di Rancitelli” che in queste settimane è rimasta fedele al motto #iorestoacasa, che denuncia e viene intimorita?"

Intanto il sindaco, Carlo Masci, sulla questione "funerale" e su "festeggiamenti e libagioni" nel rione ha scritto a Questura e Prefettura. "Alla vigilia della riapertura delle attività commerciali, per le quali è stato previsto un protocollo rigorosissimo, non è neppure ipotizzabile l’assenza di controlli, non solo sanitari, nei confronti di chi ha tenuto un atteggiamento irresponsabile e potrebbe continuare a comportarsi di conseguenza con rischi elevati per la nostra collettività.... Di conseguenza - fa presente - alla riunione del Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza fissata per il prossimo 19 maggio chiedo di determinare linee, tempi e modalità di intervento sia per quanto concerne l’ordine pubblico sia i provvedimenti sanitari da adottare immediatamente nei confronti di chi abbia eventualmente partecipato alle esequie di Campobasso e di tutti coloro che sono entrati in contatto con essi, predisponendo misure di isolamento in caso di riscontrata o evidenziata positività a seguito di screening".

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