Coronavirus. In giro senza motivo? Multe fino a 3mila euro

Italia chiusa per... Coronavirus. Ma c'è chi continua ad andare in giro in barba ai decreti...

Una donna positiva al Covid-19 e febbricitante è riuscita ad arrivare in Sicilia da Pavia, prendendo due aerei, da Milano a Roma e poi a Catania ed un taxi fino a Modica (Ragusa).

Il Governo, ora, per scoraggiare i furbetti dei divieti, ha ora approvato, con decreto, sanzioni più severe, con multe che vanno da 400 a 3mila euro; fino ad oggi il massimo era di 206 euro. Una stretta motivata anche dal numero ancora elevato di denunciati: 10mila oggi, 107mila complessivamente dall'entrata in vigore delle misure per contenere la diffusione del'infezione.

Oltre alle contravvenzioni per chi non rispetta i divieti di circolazione e le regole di contenimento, previsto lo  stop fino a 30 giorni per le attività commerciali e la possibilità per i presidenti di Regione di emettere ordinanze più restrittive nei territori a maggiore circolazione del virus, purché convalidate entro sette giorni con decreto del presidente del Consiglio dei ministri. Il quale resta l’unica autorità in grado di disporre in via urgente e temporanea misure che comprimono le libertà costituzionali.

Dal Viminale oggi è partita un'ulteriore circolare ai prefetti per precisare chi potrà spostarsi (sì ai pendolari e a chi è costretto a uscire dal proprio Comune per poter fare la spesa); i prefetti, inoltre, potranno fermare l'attività di un'azienda se continua a produrre senza averne i requisiti.

Ieri, invece, con un’ordinanza emanata dall’Enac, sono ufficialmente entrati in funzione i droni per il "monitoraggio degli spostamenti dei cittadini". Nel documento è specificato che "le operazioni condotte con sistemi aeromobili a pilotaggio remoto con mezzi aerei di massa operativa al decollo inferiore a 25 kg, nella disponibilità dei Comandi di polizia locale, potranno essere condotte in deroga ai requisiti di registrazione e di identificazione". E si sottolinea che si potranno effettuare i controlli "anche su aree urbane dove vi è scarsa popolazione esposta al rischio di impatto". Per questo «fino al 3 aprile 2020 si possono usare i droni nelle aree prospicienti tutti gli aeroporti civili e identificate come “aree rosse”, ad una quota massima di 15 metri".

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