Coronavirus. In Abruzzo 568 nuovi casi. Critiche per chiusura scuole, Marsilio: 'Unica scelta possibile'

Sono 568 i casi di coronavirus accertati nelle ultime ore in Abruzzo. Sono emersi dall'analisi di 6.539 tamponi molecolari: è risultato positivo l'8,69% dei campioni. Eseguiti anche 11.569 test antigenici.

Tre i decessi recenti, che fanno salire il bilancio delle vittime a 1.701. Le vittime sono una donna di 79 anni di Caramanico (Pe), un uomo di 76anni di Altino (Ch) e una donna di 69 anni di Pescara.

In aumento i ricoveri, che passano dai 688 di ieri a 704. Le terapie intensive superano ogni record e arrivano a quota 82 (+5). Fino ad oggi il dato più alto, nei giorni scorsi, era di 78 unità. Il tasso di occupazione dei posti letto sale al 40,2%, a fronte di una soglia di allarme del 30%.

In area medica ci sono 622 pazienti (+11): in questo caso il tasso di occupazione è del 43,7%, a fronte di una soglia di allarme del 40%. In isolamento domiciliare sono 12.540 (+505). Gli attualmente positivi al Covid-19, dopo oltre due mesi, tornano a superare quota 13mila: nelle ultime ore sono 521 in più, per un totale di 13.244 infetti. I guariti sono 39.523 (+44). 

A due settimane esatte dall'entrata in vigore della zona rossa istituita per le province di Pescara e Chieti, restano pesantissimi i dati registrati nelle ultime ore nel Pescarese: 299 i nuovi positivi.

Oltre la metà dei casi emersi oggi riguardano la provincia di Pescara, dove dilaga la variante inglese, responsabile del 70% dei contagi. La località con più nuovi casi, 116, è proprio il capoluogo adriatico: nell'ultima settimana, in città, sono stati 510, con una media di 73 al giorno. Le località più colpite sono appunto Pescara, con 116 nuovi casi; Montesilvano con 37; Tortoreto con 17; Spoltore e Città Sant'Angelo con 16; Chieti, Penne, Torre de' Passeri, Cepagatti con 13; Martinsicuro con 12; L'Aquila e Lanciano 11.

A livello provinciale, dopo Pescara ci sono il Chietino e il Teramano, entrambi con un incremento di 95 unità. Segue l'Aquilano, con 75 nuovi casi.

Il presidente della Regione, Marco Marsilio, ha prorogato a tempo indeterminato la zona rossa nell'area metropolitana Pescara-Chieti e in quei comuni, complessivamente 23, in cui i numeri dei contagi sono allarmanti.

Intanto i sindacati criticano la chiusura delle scuole, disposta, sempre del governatore, fino a nuovo provvedimento. "Siamo stati i primi in Italia a riaprire gli istituti - affermano in una nota Cgil, Cisl, Uil, Snals e Gilda - senza aver operato i necessari interventi, salvo poi verificare che non sussistevano le condizioni di sicurezza e disporre nuove chiusure, prima locali ed ora diffuse. Si naviga a vista, con provvedimenti regionali che non tengono conto delle reali condizioni di sicurezza. Occorre però chiarirsi: se il problema delle scuole sono i contagi, risulta davvero inspiegabile mantenere aperte le scuole dell’infanzia". 

"Ho dato disposizioni alle Asl - replica indirettamente Marsilio - perché venga data priorità alla vaccinazione per il personale scolastico: prima completiamo l'operazione, prima potremo riaprire in sicurezza. In questo, l'Abruzzo 'anticipa' le decisioni che saranno assunte a livello nazionale. La scelta di chiudere non è 'ideologica': chiunque si trovi di fronte alla diffusione della variante inglese, non può che registrarne gli effetti e agire di conseguenza. Serve ora accelerare la campagna vaccinale".  28 feb. 2021

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