Coronavirus. In Abruzzo 177 nuovi casi. Di Giuseppantonio: 'Siamo tra le regioni con più bassa fornitura vaccini'

Sono 177 i nuovi casi di coronavirus accertati nelle ultime ore in Abruzzo. Sono emersi dall'analisi di 4.962 tamponi molecolari: è risultato positivo il 3,57% dei campioni analizzati.

Continuano a scendere velocemente i ricoveri, che passano dai 447 di ieri ai 433 di oggi. Sei i decessi, di pazienti di età compresa tra 61 e 98 anni: il bilancio delle vittime sale a 2.391. Le vittime sono tre in provincia di Pescara, una in provincia di Teramo e due in quella di Chieti.

I nuovi positivi hanno età compresa tra 7 mesi e 98 anni. Quelli con meno di 19 anni sono 37, di cui 11 in provincia dell'Aquila, 6 in provincia di Pescara, 11 in provincia di Chieti e 9 in provincia di Teramo. Gli attualmente positivi sono 8.556 (-58): 389 pazienti (-11) sono ricoverati in ospedale in terapia non intensiva e 42 (-3, con un nuovo ricovero) in terapia intensiva, mentre gli altri 8.125 (-44) sono in isolamento domiciliare con sorveglianza attiva da parte delle Asl.

I guariti sono 59.926 (+229). Del totale dei 70.873 casi complessivamente accertati in regione, 17.700 sono residenti o domiciliati in provincia dell'Aquila (+52), 18.187 in provincia di Chieti (+56), 17.756 in provincia di Pescara (+22), 16.494 in provincia di Teramo (+42) e 546 fuori regione, mentre per 190 (+5) sono in corso verifiche sulla provenienza.

"L’Abruzzo è tra le regioni italiane con il più basso rifornimento di vaccini. Una situazione che rallenta ovviamente la somministrazione dei sieri ai cittadini e ritarda l’immunizzazione della popolazione dal Covid”. E’ quanto afferma il segretario regionale dell'Udc, Enrico Di Giuseppantonio, che rivolge un appello al ministro della Salute, Roberto Speranza, e al generale Francesco Paolo Figliuolo, commissario straordinario per l'emergenza Covid. “Occorre un concreto cambio di passo nella campagna vaccinale che deve essere coerente con quello nazionale, e consentire al più presto di proteggere i cittadini – prosegue Di Giuseppantonio -. Le forniture devono aumentare per poter fare passi avanti e superare l’emergenza pandemica anche da noi, il cui territorio è in gran parte montano, con tanti comuni di piccoli dimensioni nei quali vivono anziani che sono contemplati tra le fasce più a rischio contagio”. 28 apr. 2021

Linda Caravaggio

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