Coronavirus. Emergenza all'ospedale di Vasto. 'Tanti infetti tra il personale sanitario'

Nel comprensorio di Vasto (Ch) oltre il 40% dei risultati positivi al Coronavirus sembra essere personale sanitario in servizio. Dei 48 casi accertati, infatti, ben 19 risultano essere lavoratori Asl.

Tra questi spiccano due infermieri del reparto di Urologia, vero e proprio fiore all’occhiello del nosocomio; ma anche un’infermiera del nido e uno del reparto di Rianimazione. Una situazione insostenibile che viene messa in luce, a seguito di segnalazioni da fonti interne alla struttura, dal vice presidente della Commissione Sanità della Regione, Francesco Taglieri (M5s), e dal presidente della Commissione Vigilanza, Pietro Smargiassi (M5s). 

"Ultimo caso, che ha palesato la totale inadeguatezza della gestione degli screening, è relativo ad un’infermiera anestesista che ha eseguito il tampone a fine marzo ed ha avuto il riscontro di positività al Coronavirus ben dopo 14 giorni. Lasso di tempo lunghissimo in cui ha svolto con professionalità il suo lavoro in sala operatoria, senza sapere di essere un vettore del virus proprio in quegli ambienti dove si recano i pazienti più deboli". 

“Questi dati la dicono lunga sulla gestione del contagio all’interno della Asl 02 di Lanciano Vasto Chieti – affermano –. Registriamo, purtroppo, interventi tardivi nella sanificazione degli ambienti, che per risultare efficace deve essere effettuata in reparti chiusi al pubblico e senza operatori. Cosa che non sembra essere venuta, per esempio, nel reparto di Urologia, nonostante si tratti un’eccellenza territoriale che registra da anni mobilità attiva verso la nostra regione e che quindi dovrebbe essere preservata con la maggiore cura possibile".

"Perché la Asl non ha pensato, poi, ad una corsia preferenziale per le analisi in laboratorio dei tamponi del personale sanitario? I risultati dei test, se adeguatamente gestiti, potrebbero arrivare in 6 o 8 ore e non dopo 14 lunghissimi giorni in cui chi si impegna a salvare delle vite diventa inconsapevolmente un portatore di contagio. Chiediamo, alla dirigenza Asl, e all’assessore Nicoletta Verì in particolare, di prendere immediatamente provvedimenti adeguando i laboratori alla tutela del personale e quindi implicitamente dei pazienti. Le criticità riscontrate a Ortona, Lanciano e Atessa dovrebbero fare scuola e non essere ignorate, perché solo imparando da quegli errori sarà possibile evitarli in altre strutture", concludono.

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