Coronavirus. Dieci pazienti in osservazione in Abruzzo

Sono dieci, al momento, in Abruzzo, i cittadini sottoposti a sorveglianza sanitaria e in isolamento domiciliare per l'epidemia da Coronavirus, perché rientrate di recente dalla Cina.

Sono i dati comunicati dalle quattro Asl d'Abruzzo agli uffici competenti della Regione. In particolare, in cinque sono in isolamento nel Teramano: quattro, tra cui due studenti, sono all'ottavo giorno dei quattordici pevisti e una è all'undicesimo. Altre sei, tra cui alcuni studenti, hanno concluso la sorveglianza, senza particolari problemi, nei giorni scorsi. Tre i segnalati dalla Asl di Pescara: una è al primo giorno di isolamento; le altre due, entrambi studenti, stanno per concludere. Nel Pescarese altri dodici hanno concluso la sorveglianza nei giorni scorsi. Nell'Aquilano si sta concludendo la sorveglianza su due studenti: entrambi sono alla penultima giornata di isolamento.

Alla Asl di Chieti, al momento, non c'è alcuno in sorveglianza. La Regione, anche in base alle direttive ministeriali, ha creato una task force per far fronte all'emergenza. Le modalità della sorveglianza possono variare da Asl ad Asl e prevedono, in linea di massima, la misurazione quotidiana della temperatura corporea e telefonate, anche più di una al giorno, con i centri di riferimento degli ospedali per il monitoraggio generico delle condizioni di salute. Nel caso in cui dovessero sopraggiungere sintomatologie particolari viene attivato il protocollo per il ricovero del paziente in isolamento in ospedale, dove vengono eseguiti monitoraggio ed accertamenti specifici, come già avvenuto per alcuni casi poi risultati negativi.

Ma sull'organizzazione del sistema sanitario regionale in merito "alla gestione del rischio di pandemie ed epidemie" interviene il consigliere regionale Francesco Taglieri che dice: "Per poter garantire interventi concreti e fermare sul nascere conseguenze sanitarie e sociali, è necessario farsi trovare pronti costantemente, invece di attivarsi solamente quando un’epidemia finisce in prima pagina. Ci sono reparti - afferma - dove, fino a qualche giorno fa, gli operatori non avevano nemmeno le mascherine protettive. Non solo, ma vorrei invitare l'assessore Nicoletta Verì anche a verificare direttamente se ci sia la possibilità reale di creare corridoi o aree di isolamento all'interno delle strutture in caso di rischio contagio. La verità – conclude – è che manca un'organizzazione chiara".

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