Coronavirus. Centro anziani Atessa: c'è il secondo morto. 'Intervengano i Nas'

Aveva 91 anni ed era positivo. A Pasqua ha avuto una gravissima crisi respiratoria. A quel punto è stato condotto in ospedale, a Chieti, ma non ce l'ha fatta. Agostino Camardo, appuntato dei carabinieri in pensione, è deceduto il giorno seguente, il 13 aprile. 

Si conta così il secondo morto al Centro anziani di Atessa (Ch) e il sindaco, Giulio Borrelli, stavolta, scrive anche ai carabinieri, in modo che siano effettuati accertamenti e verifiche. 

Due i decessi nella struttura, dunque. Qualche settimana fa aveva già perso la vita una donna. E sono saliti a 13 gli infettati, tra ospiti e personale. 

Il primo cittadino da giorni invia lettere alla Asl Lanciano Vasto Chieti e alla Regione, sollecitando interventi di messa in sicurezza degli anziani e degli addetti alla loro cura, e la sanificazione dei luoghi. L'ultima missiva, di ieri, è stata mandata anche alla Prefettura e ai militari del Nas-Tutela della salute di Pescara. "Finora - dichiara Borrelli - i miei appelli sono rimasti inascoltati. Mi si continua e ripetere che è tutto sotto controllo, ma i numeri dicono altro, con i contagi e le vittime in aumento". 

"Tra l'altro - prosegue - sono stati eseguiti i tamponi a tutti, ma i risultati tardano ad arrivare. Prima di avere l'esito di un test, trascorrono anche due settimane. Un ritardo incredibile... tutto abruzzese". 

"La situazione - fa notare il sindaco nell'ultima lettera -, in via di progressivo peggioramento, non può che destare il più profondo allarme. Pur nell’impossibilità giuridica di adottare motu proprio - stante la limitatezza delle attribuzioni normativamente riconosciute allo scrivente - alcun tipo di provvedimento coercitivo, la presente è per invocare ancora una volta, l’immediata adozione di tutte le misure urgenti e straordinarie di cui, segnatamente, ai punti 7 e 8 dell’ordinanza del presidente della Giunta regionale numero 32 del 10 aprile 2020". Essa prevede "in presenza di casi sospetti Covid-19", l'isolamento "in aree dedicate". E che gli ospiti delle residenze sanitarie, se positivi ma "sintomatici e la cui condizione clinica appare instabile, con necessità di terapia intensiva o subintensiva", siano presi in carico dal Servizio sanitario regionale". Se positivi ma "paucisintomatici, potranno essere mantenuti in isolamento all’interno della stessa struttura in area dedicata, se possibile, oppure, laddove le condizioni non lo dovessero consentire, collocati in una struttura sociosanitaria appositamente individuata dalla Asl. Dovranno essere garantiti h24 livelli di assistenza differenziati per complessità, con l’intera struttura... sottoposta a quarantena...". 

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