Cenoni di Capodanno con intossicati ad Atessa, nel Pescarese e nell'Aquilano: Nas in azione

Il Capodanno si è chiuso con decine di accessi ai Pronto soccorso tra le province di Chieti, Pescara e L’Aquila.

In diverse abitazioni dove si stava festeggiando, subito dopo la mezzanotte, dopo aver mangiato, sono comparsi nausea, vomito e forti disturbi intestinali. Un’ondata di intossicazioni alimentari che ha fatto scattare le segnalazioni alle Asl e l’intervento dei carabinieri del Nas, ora al lavoro per chiarire cause e responsabilità.

Nel Chietino e nel Pescarese i casi sarebbero circa trenta, con pazienti distribuiti tra i Pronto soccorso di Chieti, Lanciano, Atessa, Pescara e Popoli. In alcuni casi si è reso necessario anche il trasferimento fuori regione. Fortunatamente nessuno risulta in gravi condizioni: la maggior parte dei pazienti è stata dimessa con una prognosi di due o tre giorni. Tutti, però, avrebbero in comune lo stesso elemento: aver consumato il cenone di Capodanno d’asporto preparato dalla ditta Genobile di Torrevecchia Teatina.

La storica attività, specializzata nella lavorazione delle carni e nella gastronomia, quest’anno ha registrato circa 4mila asporti venduti. Il titolare, Domenico Genobile, ridimensiona l’accaduto. "Una piccola percentuale di clienti ha segnalato problematiche — spiega al quotidiano "il Centro" — alcune famiglie ci hanno contattato direttamente. Parliamo di pochissime persone su grandi numeri". 

Le verifiche interne, assicura l’azienda, sono partite immediatamente dopo le segnalazioni delle Asl di Chieti e Pescara, che si sono trovate di fronte a un numero anomalo di pazienti con sintomi simili e con lo stesso menù consumato poche ore prima. L’attenzione degli inquirenti si è concentrata su diversi fattori: dal volume di produzione a un possibile ingrediente specifico, fino alle modalità di cottura e conservazione di alcune pietanze.

Le segnalazioni hanno fatto scattare l’indagine, coordinata dalla Procura di Chieti, sotto il coordinamento del pm Giancarlo Ciani. I carabinieri del Nas si sono presentati nella sede dell’azienda teatina, dove hanno prelevato campioni degli alimenti presenti nel menù del cenone e di altre preparazioni in laboratorio. I controlli, effettuati insieme al personale delle Asl, puntano ora a ricostruire nel dettaglio l’intera filiera: dalla provenienza delle materie prime alle modalità di conservazione, dalla preparazione al confezionamento, fino al trasporto e alla consegna dei box termici. Al vaglio anche il rispetto delle norme igienico-sanitarie e della catena del freddo

Un episodio distinto ma inserito nello stesso quadro di allerta si è verificato anche a Navelli, nell’Aquilano. Qui dodici persone appartenenti a più nuclei familiari sono finite in ospedale dopo il veglione in un’abitazione privata. I sintomi — vomito e dissenteria — si sono manifestati ieri mattina. Tutti sono stati dimessi con terapia domiciliare.

In questo caso l’ipotesi più accreditata è quella della salmonella, probabilmente sviluppatasi nel pollo consumato durante il cenone. La Asl dell’Aquila ha avviato accertamenti per risalire con precisione alla causa dell’intossicazione e, come da prassi, ha trasmesso i referti ai carabinieri della  compagnia di Sulmona e al servizio di Igiene degli alimenti della Asl 1.

"La salmonella è un batterio molto comune — spiegano dalla Asl diretta dal neo manager Paolo Costanzi — e si sviluppa facilmente negli alimenti mal conservati, soprattutto in presenza di temperature elevate. In contesti informali si tende spesso a sottovalutare i rischi legati alla corretta igiene e conservazione dei cibi". 02 gen. 2026

@RIPRODUZIONE VIETATA

Sull'argomento leggi anche INTOSSICATI NEL PESCARESE

                                        INTOSSICATI AD ATESSA

totale visualizzazioni: 4293

Condividi l'Articolo