Castel Frentano. 'Non spegnete quell'incendio...'. E giù botte ai vigili del fuoco
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Giù botte nel tentativo di bloccare l'intervento di spegnimento di un rogo a Castel Frentano (Ch), con vigili del fuoco e carabinieri aggrediti. 

Erano circa le 22.30 di ieri quando al Bar Maiella, situato in via dei Peligni, si è scatenato un incendio. Sul posto, allertata, si è portata una squadra dei vigili del fuoco di Lanciano (Ch),  quella del turno A, con autocisterna e camionetta.

Erano in cinque e si sono messi al lavoro per domare le fiamme, quasi certamente di origine dolosa, che avevano interessato il tendone parasole e parte del gazebo, con sedie e tavolini, l'esterno del locale, quindi.

Mentre i pompieri erano in azione si sono avvicinati padre e figlio, Claudio e Giovanni Roselli, di 49 e 23 anni, di Lanciano (Ch). E hanno buttato lì: "Lasciate perdere, non spegnete... Andatevene...". Naturalmente i vigili hanno continuato le operazioni avviate, mentre i due continuavavo, insistenti, con la stessa tiritera, con l'idea di dissuadere i pompieri a completare lo spegnimento, perché il posto doveva ardere. Dopo un po' dai vigili, che avevano allertato i carabinieri di fronte ad una situazione alquanto anomala, è arrivato un secco: "Basta!"

E sono stati picchiati. Per tutta risposta ecco pugni, pedate e strattoni e c'è stata pure una colluttazione. Nel frattempo ecco i militari, da Lanciano e da Castel Frentano, che hanno cercato di mettere fine al parapiglia, ma anche loro sono stati malmenati. In aiuto sono giunte anche una pattuglia della polizia da Lanciano e l'ambulanza del 118. In campo anche lo spray al peperoncino. 

Due i vigili finiti in ospedale: Giovanni Spadano, del '63, a cui sono stati sferrati due colpi in viso;  finito a terra semisvenuto è stato preso pure a calci. Pugni anche per Mario Romeo, del '75. Hanno riportato ferite e contusioni e trauma cranico, con prognosi che vanno dai 5 ai 10 giorni. Al Pronto soccorso pure due carabinieri per le cure del caso, entrambi con 7 giorni di prognosi. 

Padre e figlio sono stati fermati e portati via dalle forze dell'ordine, in stato di arresto. Sono ai domiciliari, ma la loro posizione potrebbe aggravarsi. Contro di essi l'accusa di resistenza a pubblico ufficiale, lesioni e minacce. In esame anche il reato di istigazione alla corruzione, perché avrebbero offerto soldi ai vigili affinché non telefonassero ai carabinieri. 

Il locale, grazie al tempestivo intervento dei vigili, non ha subito particolari danni. Indagini per scoprire i motivi dell'incendio. 

"Il 5 luglio scorso  - come spiegano al Comando provinciale di Chieti dei Vigili del fuoco - a San Vito Chietino fu aggredita una squadra dello stesso turno". Anche allora due i vigili feriti: uno di loro è stato accoltellato, e non è ancora tornato in servizio; l'altro si è tagliato con la lama mentre cercava di disarmare un uomo che doveva essere sottoposto  a Tso (Trattamento sanitario obbligatorio) e che si rifiutava di uscire da casa. 

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Foto del bar di Andrea Franco Colacioppo

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