
Nell’inchiesta per la morte di Diomede Barchiesi (nella foto), 50 anni, deceduto dopo cinque giorni di agonia a seguito di un pugno, con conseguente caduta, ricevuto durante una lite sul lungomare di Fossacesia Marina, entrano ora come elementi di prova le registrazioni delle telecamere.
Il sostituto procuratore della Repubblica di Lanciano, Elena Belvederesi, ha disposto accertamenti tecnici non ripetibili sulle registrazioni degli impianti video, già sottoposti a sequestro, degli stabilimenti balneari Supporter Beach e La Conchigliagià.
L’esame dei filmati è stato affidato al Raggruppamento Carabinieri Investigazioni Scientifiche (Racis) di Roma. Le telecamere sono collocate in un’area ritenuta strategica, per la vicinanza al parcheggio dove si è verificata l'aggressione, nei confronti della vittima, da parte di M.M., 18enne di Fossacesia, indagato per omicidio preterintenzionale.
Gli accertamenti mirano a stabilire la posizione dei soggetti coinvolti e a verificare la compatibilità con le dichiarazioni testimoniali sin qui raccolte. Secondo la ricostruzione finora emersa nel procedimento, il teen ager avrebbe sferrato un pugno al volto di Barchiesi, reagendo ad uno schiaffo che l'uomo, dipendente Stellantis, gli avrebbe tirato. A seguito del colpo, Barchiesi sarebbe caduto pesantemente sull’asfalto, riportando un gravissimo trauma cranico, con varie emorragie. E' finito a terra e non si è più rialzato, entrando immediatamente in uno stato comatoso.
L’attività investigativa è ora concentrata sulla dinamica di quei pochi istanti, ritenuti decisivi ai fini della qualificazione giuridica della condotta. Deve essere verificata l’ipotesi, emersa nel corso delle indagini, che M.M. non fosse presente nella fase iniziale della vicenda: alcuni testimoni riferiscono di aver visto discutere un gruppo di giovani del posto con altri coetanei, tra cui i figli del 50enne. Il 18enne, sarebbe giunto dopo, forse avvertito da un conoscente con una telefonata o un messaggio.
La Procura di Lanciano ha già disposto l’esame dello smartphone di M.M. Il dispositivo è stato affidato al reparto Cyber Security dei carabinieri dell’Aquila, incaricato di effettuare l’estrazione di una copia forense dei contenuti. 24 sett. 2026
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