"Da Isola Verde a isola del degrado". Sul lago di Bomba... dimenticato e snobbato va in scena la protesta. Ed è solo l'inizio.

Era il 2009 quando il lago artificiale ospitò le competizioni di canottaggio e canoa/kayak dei Giochi del Mediterraneo che si tennero in Abruzzo. Ripristino delle strade, investimenti sulle strutture, allestimento dei campi gara, addirittura riattivazione di dieci chilometri della ferrovia Sangritana... Avrebbe dovuto essere il momento del rilancio di questa parte territorio, nel cuore della Val di Sangro. Invece dopo che gli atleti, che arrivarono da varie nazioni, tirarono remi e pagode in barca, finì tutto in un baleno... Il declino è stato lento e inarrestabile.

"Uno scenario naturalistico che incanta e che ci invidiano", dice Bianca Sora, del Comune di Pietraferrazzana. Ma oltre è solo degrado e abbandono, da parte soprattutto della politica. Quasi tutte le imponenti strutture ricettivo-sportivo-ricreative nate nei decenni e che cingevano lo specchio d'acqua, creando economia e accoglienza, hanno chiuso. Il battello che ad un certo momento, tra mille polemiche, cominciò a solcare il lago è ormai un rottame. Resiste il villaggio turistico "Il soffio", a Colledimezzo, ma funziona solo in estate. Quello che invece si trovava in territorio di Villa Santa Maria è stato devastato e saccheggiato dai vandali: persino le cucine si sono rubati. Quello di Pennadomo non è mai entrato in funzione. E poi c'è il centro turistico "Isola verde", cancelli chiusi dal 30 settembre 2015 e di cui ora si chiede, a gran voce, la riapertura.

E davanti ad esso alcune esponenti degli Stati generali delle donne in Abruzzo, con la presidente Rosaria Nelli, gridano: "Era il nostro paradiso, distrutto all'improvviso". "Basta - afferma Nelli - con il degrado che caratterizza tutta l'area. E' nostro dovere civico mettere fine a questo scempio. Bisogna rivitalizzare le strutture, dobbiamo "riprendercele", trovare soluzioni per riavviarle, anche per creare opportunità occupazionali per donne e giovani.Trentatré anni fa - prosegue fu dato avvio ad un processo di sviluppo che ha portato su questo territorio crescita economica, occupazionale e culturale. Tutto distrutto".

Striscioni, cartelli e slogan di indignazione. Alla manifestazione, promossa insieme con il Comune di Bomba, con il primo cittadino Raffaele Nasuti, prendono parte amministratori di vari paesi: Domenico D'Angelo, sindaco di Pennadomo; Christian Simonetti, primo cittadino di Colledimezzo; Domenico Di Nucci, consigliere comunale di Villa Santa Maria. Presenti due ex sindaci di Bomba, Donato Di Santo e Mauro Fioriti e varie associazioni, dalla Polisportiva Dsd,  ad Amuset, Anime e Angeli, Federazione italiana pescatori, Pro loco Bomba, Vacanze Abruzzo natura, Squadra cacciatori, Federazione italiana pesca, sezione regionale. J'accuse contro la politica, responsabile della desolazione e del deserto che si è creato, in particolare contro la Regione e la gestione illogica e talvolta irresponsabile delle comunità montane. "Adesso - sottolinea Giuseppe Caniglia, di Amuset - è tempo di unire capacità ed energie e ripartire". Sulla stessa linea Raffaele Bonanni, ex segretario generale Cisl e che presiede la Fondazione Spaventa di Bomba: "E' necessario aprire una discussione forte con la Regione, lavorare in ogni Comune per sensibilizzare e creare una coscienza e un'azione coordinata".

Serena Giannico

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