
Strappati ai genitori. Tre bambini di 3, 4 e 7 anni figli di di Pietro Loffredo e Domenica Giordano, i genitori di Fortuna Loffredo, la bambina di sei anni violentata e uccisa 12 anni fa a Caivano (Napoli), sono stati allontanati questa mattina dalla propria abitazione e da scuola e portati in una casa-famiglia di Lanciano.
Un intervento che ha lasciato sotto choc madre e padre e sul quale, nelle prossime ore, dovranno essere chiariti modalità, motivazioni e presupposti giuridici. A raccontare quanto accaduto sono gli avvocati Angelo e Sergio Pisani, del Foro di Napoli, che assistono il padre dei tre minori, Pietro Loffredo. Lui è anche papà di Fortuna, scaraventata giù dall'ottavo piano di uno dei condomini nel Parco Verde di Caivano il 24 giugno 2014.
Secondo quanto riferito dai legali, l'intervento sarebbe avvenuto senza alcun preavviso. I due più piccoli sarebbero stati prelevati direttamente nella propria casa di contrada Iconicella, mentre la bambina di sette anni sarebbe stata presa durante le lezioni e portata via da assistenti sociali e agenti in borghese.
I genitori non avrebbero ricevuto una spiegazione dettagliata sulle ragioni dell'allontanamento, né informazioni sufficienti sulla destinazione dei tre fratellini. Dietro l'intervento di oggi ci sarebbero accertamenti avviati sulla situazione abitativa.
Loffredo e i suoi si erano trasferiti a Lanciano circa un anno fa, dopo aver lasciato Montesilvano (Pe), dove erano stati una sistemazione stabile. La nuova sistemazione, in campagna, è su tre livelli, circondata da altre case. La loro presenza sarebbe stata segnalata ai carabinieri della Compagnia di Lanciano, che hanno effettuato un sopralluogo nell'immobile. Nel corso della visita sarebbe stata rilevata una situazione igienico-sanitaria ritenuta carente. Gli elementi raccolti sarebbero stati quindi segnalati alla Procura presso il Tribunale per i minorenni dell'Aquila. Da qui, secondo la ricostruzione finora disponibile, l'intervento dei servizi sociali e delle forze dell'ordine.
"Al momento non conosciamo i motivi, i presupposti né gli eventuali addebiti rivolti ai genitori - spiegano i difensori -. Non sappiamo neppure se sia stato formalmente disposto un collocamento d'urgenza ai sensi dell'articolo 403 del Codice civile". L'eventuale applicazione dell'articolo 403 del Codice civile comporterebbe una procedura con tempi particolarmente stringenti. Gli atti devono essere trasmessi al pubblico ministero presso il Tribunale per i minorenni entro 24 ore. Il pubblico ministero, nelle successive 72 ore, può chiedere la convalida del provvedimento oppure disporne la revoca. In caso di richiesta di convalida, spetta quindi al Tribunale per i minorenni decidere entro le successive 48 ore. Viene inoltre nominato un curatore speciale per il minore e fissata l'udienza entro 15 giorni. Dopo l'udienza, il collegio deve confermare, modificare o revocare il provvedimento entro ulteriori 15 giorni. Per questo la difesa attende ora di poter prendere visione delle carte.
Particolarmente delicato è il capitolo relativo alla figlia maggiore. La bambina, secondo quanto riferito, si trovava regolarmente in classe quando è stata raggiunta dagli operatori. Un blitz e fuori dall'istituto. I genitori sottolineano che la bambina frequentava regolarmente le lezioni e con buoni risultati.
La storia familiare dei Loffredo è segnata dalla vicenda drammatica della figlia Fortuna. Dopo quella tragedia e negli anni successivi, il padre ha scelto di allontanarsi dalla Campania, anche per tutelare i propri cari, e di trasferirsi in Abruzzo. Solo uno degli assassini della figlia è stato condannato, altri due complici sono ancora latitanti.
La scelta della nuova abitazione a Lanciano sarebbe stata legata anche alla necessità di trovare uno spazio adeguato per i bambini. Un casolare, con un cortile e alcuni animali domestici, tre cagnetti (vedi foto). Ora, però, quella casa è diventata il centro di una vicenda giudiziaria e amministrativa. "Attendiamo la comunicazione prevista dalla legge per poter esercitare pienamente il diritto di difesa - dichiarano gli avvocati Pisani, annunciando di aver avviato "le opportune verifiche e le indagini difensive. Garantiremo il massimo impegno per fare luce sull'accaduto, tutelare i genitori e, soprattutto, proteggere i diritti e l'equilibrio psicologico dei bambini".
In un video girato col cellulare (e qui pubblicato) il papà racconta la propria giornata d'inferno e mostra gli ambienti domestici. "Sì - dice - c'è un po' di disordine, ma non si comprende quanto accaduto". 17 sett. 2026
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