
Arrestati in 14 nel corso di una operazione della polizia di Stato a Vignola, in provincia di Modena, che ha consentito di smantellare una banda di rapinatori armati e di sventare un imminente assalto a furgoni portavalori lungo l’autostrada A1.
Il gruppo, secondo quanto ricostruito, stava pianificando nei dettagli un’azione ad alto impatto criminale ai danni di mezzi blindati di una nota società di trasporto valori, in partenza da Bologna e diretti a Paderno Dugnano, nel Milanese.
Ad operare, insieme, le Procure della Repubblica di Chieti e di Modena, che hanno coordinato l’attività investigativa culminata nel blitz. L’inchiesta, infatti, è stata avviata dalla Procura teatina guidata dal procuratore Giampiero Di Florio, anche alla luce di precedenti episodi avvenuti in Abruzzo, tra cui una rapina da oltre 400mila euro compiuta il 6 gennaio scorso ad Ortona (Ch) (vedi foto). Nel corso delle verifiche è emersa la presenza di un gruppo criminale strutturato e dotato di mezzi e armi di notevole pericolosità, portando così al coinvolgimento della Procura di Modena, diretta da Luca Masini, per le attività di competenza territoriale.
Nel pomeriggio di ieri, nei pressi del mercato ortofrutticolo di Vignola, è stato eseguito un decreto di perquisizione e sequestro emesso dalla magistratura di Chieti. L’intervento ha consentito di intercettare il gruppo mentre si trovava già nella fase operativa e preparatoria dell’assalto, permettendo così di bloccare sul nascere un’azione che avrebbe potuto avere conseguenze estremamente gravi.
Gli arrestati sono in prevalenza italiani, molti dei quali provenienti dall’area di Cerignola, in provincia di Foggia, territorio già noto alle cronache per la presenza di batterie specializzate in assalti a portavalori, oltre a un cittadino albanese. Secondo gli inquirenti, il gruppo era ben organizzato, con ruoli definiti e una pianificazione dettagliata dell’azione.
Nel corso delle perquisizioni, gli agenti hanno rinvenuto e sequestrato un ingente quantitativo di armi e materiale logistico. Tra questi spiccano almeno quattro fucili d’assalto AK-47, oltre ad altre armi da fuoco automatiche, nonché polvere pirica e congegni di innesco sia elettronici che manuali, elementi che fanno ipotizzare l’utilizzo di esplosivi per forzare i portavalori.
Recuperati anche tre secchi contenenti chiodi a punta, verosimilmente destinati a essere disseminati sull’asfalto per bloccare il traffico e isolare il tratto autostradale interessato dalla rapina, impedendo o rallentando l’arrivo dei soccorsi e delle forze dell’ordine. Tra il materiale trovato figurano inoltre taniche di benzina e numerosi capi di abbigliamento utilizzati per il travisamento.
Sul fronte logistico, la banda poteva contare su mezzi di trasporto adeguati: sequestrato un autoarticolato di proprietà di uno degli arrestati, utilizzato per il trasferimento dell’attrezzatura, oltre a quattro veicoli di grossa cilindrata, tra cui tre Maserati e un’Audi, verosimilmente destinati a garantire rapidità di movimento e fuga.
Particolarmente significativo il ritrovamento di un dispositivo jammer, in grado di inibire le comunicazioni telefoniche. L’apparecchio sarebbe stato utilizzato durante l’assalto per ostacolare le richieste di aiuto e ritardare l’intervento delle forze di polizia, aumentando così le probabilità di successo dell’azione criminale.
L’operazione ha visto un imponente dispiegamento di forze: sono stati impiegati agenti del Servizio centrale operativo della Polizia di Stato, le Squadre mobili di Chieti e Modena, con il supporto dei reparti speciali dei Nocs e di un elicottero per il monitoraggio dall’alto. Durante le fasi del blitz, uno degli agenti è rimasto lievemente ferito.
L’intervento congiunto delle due Procure e delle diverse articolazioni della Polizia di Stato ha consentito di neutralizzare un gruppo ritenuto altamente pericoloso, evitando che il commando entrasse in azione su una delle principali arterie del Paese.
Le indagini proseguono ora per chiarire eventuali ulteriori responsabilità, verificare possibili collegamenti con altri episodi analoghi e ricostruire nel dettaglio la rete logistica e organizzativa del gruppo criminale. 19 mar. 2026
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