Fiumi di droga dal Napoletano in tutta Italia. Spaccio anche in carcere Lanciano

Cocaina, hashish, marijuana e sostanze sintetiche...  Il giro di droga era immane e toccava diverse città delle province di Napoli, Salerno e Messina. Dosi erano destinate alle carceri di Salerno e Lanciano (Ch), da dove partivano alcune delle ordinazioni. 

I carabinieri della compagnia di Torre Annunziata (Napoli) hanno attuato un'ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 36 indagati: in 19 sono stati rinchiusi in prigione,  7 sono ai domiciliari, 9 i divieti di dimora e un obbligo di firma. L'inchiesta, coordinata dai sostituti Emilio Prisco e Sonia Nuzzo, ha portato a ricostruire almeno 700 episodi di spaccio in meno di 4 mesi, con incassi che superano i 14mila euro al giorno.

Diverse sono le piazze a conduzione familiare smantellate. Attività illecita anche a conduzione familiare, con il coinvolgimento di bambini, mndati ad effettuare le consegne di quella che di volta in volta chiamavano, ad esempio, "birra" o "pizza". L'indagine ha permesso di "disvelare - sottolinea il procuratore della Repubblica di Torre Annunziata facente funzioni, Pierpaolo Filippelli - le diverse modalità di vendita dello stupefacente, principalmente mediante la consegna a domicilio o in luoghi convenzionali, previo contatto telefonico finalizzato a concordare, ricorrendo ad un linguaggio criptico e sfruttando per lo più utente radiomobili intestate a persone inesistenti, qualità e quantità dello stupefacente".

Il personaggio principale dell'inchiesta è  Giuseppe Morello, 44enne di Torre Annunziata, uno dei fornitori principali delle piazze di spaccio di tutta Italia, insieme al suo braccio destro Francesco Gallo, di 22 anni, e al suo stretto collaboratore Salvatore Orofino. Nella vicenda anche malavitosi sullo stile Gomorra. 

Al lavoro anche dal carcere, pensando di non essere intercettati grazie ai microcellulari: i detenuti-pusher si muovevano con più disinvoltura, ordinando la droga ai propri parenti, poi introdotta grazie ai colloqui e ai pacchetti regalo. E Armando Danilo Clemente, 34 anni, tra gli arrestati, era quello che ordinava addirittura suboxodone (un oppiaceo utilizzato dai tossicodipendenti in cura) dal carcere di massima sicurezza di Lanciano. 

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