Latitante arrestato in Albania grazie alle indagini dei carabinieri di Vasto e Montesilvano

Sfruttamento della prostituzione e spaccio di droga. L’Altro ieri a Valona-Vlore, in Albania, è stato arrestato Bubeqi Ergust, albanese, classe ‘83, già noto alla giustizia, condannato in via definitiva alla pena di 9 anni e 10 mesi di reclusione.

L'uomo è finito in manette a seguito di un mandato di cattura internazionale emesso dalla Procura generale presso la Corte d’appello de L’Aquila, su impulso dei carabinieri di Vasto e di Montesilvano, che hanno ricostruito i movimenti dell'uomo che, dopo la sentenza, si era reso irreperibile. Difatti, utilizzando documenti falsi, si era trasferito dapprima in Belgio e successivamente era tornato in Albania dove ha legittimamente cambiato il cognome prendendo quello della moglie rumena, abitante a San Salvo (Ch).

Egli era ben noto alle forze dell’ordine, anche in considerazione di atti ostili che ha posto in essere in più d'una circostanza. Nel 2008, i carabinieri di Pescara, nell’operazione “Carpe diem”, sotto la guida della Procura distrettuale Antimafia de L’Aquila, lo avevano arrestato assieme ad altri 27, in qualità di membro operativo di un esteso sodalizio criminale composto da oltre 60 soggetti, tra rom e albanesi gravitanti sul litorale. Questi avevano stretto un vero e proprio patto d’acciaio per la gestione dei flussi del traffico di stupefacenti provenienti dall’estero fino in Abruzzo e poi rivenduti su tutto il territorio italiano. Poi, a febbraio 2018, la condanna a 9 anni e 10 inflittagli dalla Corte d’Appello di L’Aquila. E la sua sparizione. Ora si è in attesa dell’estradizione in Italia dove dovrà scontare il resto della pena inflitta. 28 mag. 2020

Stefano Suriani

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