Amianto in ospedale a Lanciano. Blitz dei carabinieri forestali in Ginecologia

Amianto all’ospedale Renzetti di Lanciano (Ch) e nuovi severi controlli dei carabinieri forestali. Stavolta sotto la lente d’ingrandimento è finito il reparto di Ginecologia, oltre a corridoi e sotterranei. Si accelera così nella soluzione di un gravoso problema, pericoloso per la salute di pazienti e dipendenti, tirato fuori nel 2015 dall'attuale consigliere regionale dei 5Stelle, Francesco Taglieri. Dal febbraio 2015, dopo un primo blitz della Forestale, ci si è molto adagiati su una tematica delicatissima, tant’è che un mese fa il sindaco di Lanciano, Mario Pupillo, si è visto costretto ad emettere un’ordinanza risolutiva dopo diverse proroghe e lentezza d’intervento. Come dire ora basta e darsi una mossa per ultimare i lavori per rimuovere e bonificare l’amianto, soprattutto presente nei vecchi pavimenti usurati.

Monitoraggio che prende d’assedio in particolare il corpo d’ingresso della vecchia palazzina novecentesca. Per bonificare l’amianto la Asl ha stanziato 900 mila euro ma si procede a rilento nell’eliminare il vinil amianto. L’urgenza dei lavori Pupillo lo ha rimarcato nel suo provvedimento proprio perché tre proroghe sono sembrate troppe a distanza di 4 anni senza risolvere l’emergenza. Lavori senza dubbio difficili ma non stare con le mani in mano, visto che si è di fronte a materiale cancerogeno messo al bando quasi 25 anni fa. Dunque stop ai rattoppi continui, ma attuare interventi definitivi. Alla Asl ordinato il costante controllo.

Dopo l'avvio dei lavori nell’ex Chirurgia, Pediatria e in parte del Pronto soccorso si attendono ora interventi nella Direzione sanitaria, in Rianimazione e Radiologia che pure hanno pavimenti rattoppati. Le "zone rosse" sono praticamente ovunque e spesso ben evidenti ai pazienti. Quanto a Ginecologia la Asl è sotto pressione perchè il reparto deve essere ristrutturato: oltre un milione di euro già finanziati, ma non si può partire in quando la ditta giunta seconda all'appalto, ha fatto ricorso. 

Walter Berghella

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