
Una stretta senza precedenti colpisce la tifoseria del Pescara. Il Ministero dell’Interno ha disposto il divieto assoluto di trasferta fino al 1° febbraio 2027 per tutti i sostenitori biancazzurri residenti in Abruzzo. Un provvedimento durissimo che costringerà la squadra a giocare senza il proprio pubblico fuori casa per la prima parte della prossima stagione di Serie C.
La decisione del Viminale arriva come diretta conseguenza dei gravissimi scontri avvenuti lo scorso 8 maggio al termine del match contro lo Spezia, una sconfitta amara che ha sancito la retrocessione aritmetica dei biancazzurri.
Subito dopo il fischio finale della gara contro lo Spezia, la tensione è degenerata in violenza. Circa 500 persone hanno tentato di sfondare le recinzioni che separano la Curva Nord dalla tribuna, con l'obiettivo di raggiungere l'area tecnica per contestare duramente la squadra e i vertici societari.
La situazione è poi degenerata all'esterno dell'impianto sportivo, trasformando la zona dello stadio e via Pepe in un teatro di guerriglia urbana. Per ore si sono susseguiti lanci di bottiglie, mattoni, cartelli stradali e bombe carta contro le forze dell'ordine. Il bilancio finale degli scontri è stato pesante: si registrano infatti circa venti feriti tra gli agenti di Polizia, inclusi i reparti di rinforzo giunti tempestivamente da Senigallia e Roma.
Il nuovo provvedimento ministeriale rappresenta un drastico aggravamento rispetto alle sanzioni già ricevute dalla tifoseria pescarese negli ultimi mesi. La vera novità – e la nota più dolente per il club – riguarda l'estensione territoriale del blocco: il divieto non è limitato alla sola provincia di Pescara, ma è esteso a tutti i residenti nella regione Abruzzo.
Nel frattempo, l'attività investigativa della Questura di Pescara procede a ritmo serrato. Ni giorni scorsi, gli uomini della Digos hanno eseguito quattro arresti in flagranza differita, che si vanno ad aggiungere ai due già effettuati nella notte dei disordini, portando il totale dei fermati a sei. Tra le persone colpite dai provvedimenti restrittivi figura anche un minorenne.
Grazie all'analisi meticolosa dei filmati delle telecamere di videosorveglianza dello stadio e delle aree adiacenti, gli inquirenti sono riusciti a identificare i presunti responsabili della rivolta. Le accuse contestate, a vario titolo, sono pesantissime tra cui il danneggiamento aggravato, il lancio di oggetti pericolosi, il travisamento (uso di caschi o sciarpe per non farsi riconoscere) e la resistenza e lesioni a pubblico ufficiale.
Le indagini non si fermano qui: la Polizia continua a visionare i filmati per identificare gli altri componenti del gruppo di 500 manifestanti che ha scatenato il caos, e non si escludono ulteriori provvedimenti o Daspo nelle prossimi giorni. Una pagina nera per lo sport abruzzese che lascia il Pescara isolato proprio nel momento del difficile restart dalla terza serie. 17 mag 2026
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