Lanciano. Pierburg, spunta un terzo acquirente: sindacati e istituzioni chiedono garanzie sulla cessione

Si complica ulteriormente il percorso di cessione della Pierburg, al centro di un confronto sempre più serrato tra azienda, sindacati e istituzioni. Nell’ultimo incontro al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, oltre alla distanza già emersa sulle tutele occupazionali, è stata resa nota la presenza di un terzo potenziale acquirente.

Secondo quanto riferito dall’assessore regionale al Lavoro e alle Attività produttive dell’Abruzzo, Tiziana Magnacca, il nuovo soggetto si sarebbe inserito nella trattativa attraverso un fondo di investimento tedesco con cui la capogruppo Rheinmetall avrebbe già sottoscritto un accordo in esclusiva. “Il nostro impegno, attraverso l’attività del Governo, è finalizzato ad ottenere garanzie da Rheinmetall per la tutela dell’occupazione e per la continuità industriale, in particolare in Abruzzo”, ha dichiarato al termine del collegamento in videoconferenza con il Mimit.

L’elemento si inserisce in un quadro già critico. Durante il tavolo ministeriale, infatti, l’azienda ha confermato l’indisponibilità a replicare in Italia l’accordo siglato in Germania, che prevede garanzie stringenti sul mantenimento dei livelli occupazionali e delle prospettive industriali per almeno tre anni. Una posizione che ha suscitato forte contrarietà da parte di Fim, Fiom e Uilm, soprattutto alla luce dell’incertezza sul futuro degli stabilimenti di Lanciano e Livorno.

Le organizzazioni sindacali hanno ribadito la necessità di assicurare anche ai lavoratori italiani le stesse tutele riconosciute ai colleghi tedeschi, denunciando l’assenza di risposte concrete da parte dell’azienda rispetto alle richieste avanzate nei precedenti incontri. Una preoccupazione condivisa anche dalla Regione Abruzzo, che ha sottolineato l’urgenza di formalizzare un accordo analogo a quello tedesco.

Il Governo ha quindi sollecitato Rheinmetall a fornire garanzie occupazionali precise e ha evidenziato la necessità che il futuro acquirente presenti un piano industriale solido e credibile, condizione ritenuta imprescindibile per garantire continuità produttiva ai siti italiani.

Sul fronte sindacale, resta alta la tensione. La Fim Cisl ha ribadito l’indisponibilità a partecipare all’incontro odierno con il fondo interessato, chiedendo che ogni confronto si svolga esclusivamente in sede ministeriale e con la massima trasparenza. Sulla stessa linea la Fiom-Cgil, che ha espresso una netta contrarietà alla posizione assunta da Rheinmetall e ha avvertito di non essere disposta ad accettare soluzioni che penalizzino i lavoratori italiani.

I sindacati contestano in particolare il mancato impegno della capogruppo a farsi garante nei confronti del futuro acquirente rispetto alle prospettive industriali e ai livelli occupazionali, oltre ai dubbi sulle produzioni promesse, che risulterebbero già destinate ad altri stabilimenti del gruppo. Il tavolo al Mimit è stato aggiornato alle prossime settimane, in attesa di ulteriori interlocuzioni tra la società italiana e la casa madre tedesca. 30 apr. 2026

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