Due turni di straordinario, alla Sevel di Atessa (Ch), il prossimo 16  febbraio: il primo, dalle 5.45 alle 13.45;  il secondo dalle 14.15 alle 22.15. Tutto ciò "per far fronte alle perdite produttive avute  nelle prime settimane dell'anno". Una decisione che, però, sconcerta i lavoratori dato che sedici ore di straordinario di fila non s'erano finora mai viste. E fa sobbalzare anche il sindacato.  Ad insorgere è la Fim Cisl che, in un documento, sottolinea che, nelle diverse riunioni avute, ha "più volte invitato l'azienda a non ostinarsi su questa scelta, a desistere". 

"Sono anni - viene sottolineato - che i lavoratori in maniera più che scrupolosa svolgono straordinari e recuperi produttivi, ma sempre e solo di mattina. Pensiamo - evidenzia il sindacato - che i dipendenti Sevel, visti i tanti sacrifici a cui sono sottoposti, considerate le molteplici problematiche legate a carichi e ritmi, a saturazioni ormai prossime allo zero, meritino più considerazione e rispetto". La Fim ricorda che, inevitabilmente, per fronteggiare le richieste di mercato, nei prossimi mesi la turnazione, in Sevel, dovrà subire modifiche. "Per evitare sabati pomeriggio di straordinari e stressare tutto il sistema, sarebbe quindi meglio velocizzare un confronto serio sulla turnazione da effettuarsi, che deve corrispondere ad una equa retribuzione. Pensiamo che questa presa di posizione dell'azienda - aggiunge la Fim - serva solo a peggiorare le condizioni e gli umori dei lavoratori e non realmente a fare produzione. Auguriamo che nei prossimi giorni si apra un tavolo con tutte le altre organizzazioni". 

All'attacco anche lo Slai Cobas secondo cui questo modo di operare dell'azienda del Ducato "non favorisce la riduzione dello stress, né consente adeguata conciliazione dei tempi vita/lavoro,  nonostante i cartelli con consigli salutistici apposti nelle mense. Sevel - conclude - si rivela europea soltanto nel nome, rispetto a quanto avviene da anni negli altri stabilimenti continentali per orari settimanali e retribuzioni".

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