Trivelle sul lago di Bomba. 'Attacco scellerato del ministero al Sangro-Aventino'

Il ministero dell’Ambiente guidato da Gilberto Pichetto Fratin ha ribaltato il parere negativo espresso pochi mesi fa dal Comitato Via della Regione Abruzzo sul progetto di estrazione di gas a ridosso del lago di Bomba (Ch), autorizzando la società LN Energy Srl a procedere con le attività. Italia Nostra parla di “attacco scellerato al territorio del Sangro-Aventino”.

Secondo l’associazione, il Comitato Via della Regione aveva già valutato e respinto l’iniziativa dopo aver registrato le criticità legate al rischio idrogeologico e sismico, ai fenomeni di subsidenza e agli impatti irreversibili sulla sicurezza della popolazione e sulla tenuta complessiva del territorio. Nonostante questo, la Commissione nazionale che in passato aveva bocciato il progetto ha espresso un parere positivo. "E' probabile - denuncia Italia Nostra - che siano svanite nella nebbia tutte quelle criticità relative al territorio e agli impatti derivanti dalle componenti ambientali presenti, non considerando evidentemente nemmeno la tenuta della diga in caso di sisma".

Italia Nostra richiama inoltre precedenti studi condotti dall’Agip, che decenni fa aveva rinunciato alla coltivazione del giacimento, proprio perché ritenuto non conveniente e pericoloso per la sicurezza del territorio. Per l’associazione, la vicenda richiama alla memoria i disastri ambientali accaduti in Emilia-Romagna, dove le estrazioni e le perforazioni hanno contribuito a gravi danni idrogeologici: "Evidentemente la storia di ieri e quella attuale non hanno insegnato nulla agli addetti ministeriali".

Il presidente regionale di Italia Nostra, Pierluigi Vinciguerra, ribadisce che la tutela del territorio e delle comunità locali dovrebbe rimanere prioritaria, soprattutto in una fase in cui lo stesso governo afferma di voler perseguire politiche di decarbonizzazione e di transizione ecologica. "Se da un lato si parla di riduzione delle emissioni e di sviluppo delle rinnovabili, dall’altro si autorizzano nuove trivellazioni: non è una contraddizione? Una farsa?", si legge in una nota.

L’associazione richiama anche l’articolo 9 della Costituzione, che tutela il paesaggio e il patrimonio storico e naturale della nazione, ricordando che il degrado ambientale e l’abbandono dei territori rappresentano un rischio non solo per la biodiversità ma anche per la tenuta sociale ed economica delle aree interne.

E sottolinea come, in passato, cittadini e amministrazioni locali si siano già opposti a progetti considerati invasivi e dannosi, come la Sangro-Chimica. Ora l’appello è di "fare fronte comune".

"Non possiamo permettere che la Valle del Sangro e il lago di Bomba diventino ancora una volta terreno di conquista e speculazione – conclude Vinciguerra –. E' un bene comune, che dobbiamo tutelare per restituirlo migliore alle generazioni future".  27 ago. 2025

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