Circa un migliaio in corteo, questo pomeriggio, a Bomba (Ch), alla manifestazione di protesta contro l’estrazione di gas e la realizzazione di una raffineria.
La fiaccolata, organizzata dall'amministrazione civica e dal comitato Gestione partecipata del territorio, è partita nei pressi del lago artificiale per poi raggiungere il centro del paese.

Alla mobilitazione hanno preso parte numerosi sindaci del territorio, consiglieri regionali di Alleanza Verdi e Sinistra e del Movimento 5 Stelle, oltre a delegazioni di Wwf, Italia Nostra, Legambiente e di altre associazioni, insieme a molti cittadini contrari al progetto, contro il quale il piccolo comune della Val di Sangro combatte ormai da 15 anni.

Nonostante due precedenti bocciature da parte del Comitato Via, del Tar e del Consiglio di Stato — che hanno accertato i rischi per la diga in terra battuta e per un territorio considerato altamente fragile dal punto di vista idrogeologico — l’istanza è stata ripresentata per la terza volta da una multinazionale del settore energetico.

"Il pericolo va scongiurato a monte: non si può avviare un progetto e poi bloccare tutto solo in caso di incidenti. La storia non ci ha insegnato nulla? Neppure il Vajont?", ha dichiarato Massimo Colonna, del comitato Gestione partecipata del territorio.

"Qui da decenni viene prodotta energia sfruttando il lago. Non vogliamo ecomostri: sì alle rinnovabili", hanno ribadito i residenti.

Nel centro del paese , infine, i balconi sono stati tappezzati di lenzuoli e striscioni con scritte contro il progetto della LN Energy. 27 dic. 2025

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Servizio a cura di SERENA GIANNICO e MASSIMILIANO BRUTTI

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