
Colpita a ripetizione, una decina di volte.
L’autopsia ha confermato la violenza dell’aggressione in cui è morta Gilda Di Giuseppe, 89 anni, nella sua casa di contrada Briccioli ad Altino (Ch). Secondo quanto emerso dall’esame, eseguito oggi nell’obitorio dell’ospedale di Pescara, dall’anatomopatologo Sara Sablone, consulente della Procura di Lanciano, l’anziana è stata massacrata.
E' stata assalita, alle spalle, con un martello e un piccone da cantiere, che le hanno spappolato il capo e l'hanno sfigurata.
Ad ucciderla, con ferocia, il nipote, Alessandro Carminucci, 26 anni, ingegnere aerospaziale.
Il delitto è avvenuto mercoledì sera, 5 agosto scorso, dopo cena, all’interno dell’abitazione della donna. Lei forse stava rientrando, quando il ragazzo si è accanito sulla nonna, lasciata a terra in un lago di sangue. Lui è stato arrestato poche ore dopo, con l’accusa di omicidio volontario.
Il giovane, che non ricorda nulla, è attualmente detenuto nella casa circondariale di Lanciano, dove prosegue anche la terapia farmacologica già prescritta. Le sue condizioni psichiche, tuttavia, potranno essere valutate soltanto attraverso eventuali accertamenti che saranno disposti dalla magistratura. Proprio su questo aspetto potrebbe concentrarsi la strategia difensiva dell’avvocato Luigi Toppeta.
Restano ancora da chiarire il movente e il contesto nei quali sarebbematurata la tragedia. Gli investigatori stanno lavorando per ricostruire ogni dettaglio della vicenda e tra gli elementi al vaglio della Procura vi è anche la possibilità che nei giorni precedenti possano esserci stati tensioni tra i due, che generalmente avevano un rapporto idilliaco.
La nota della famiglia
In una vicenda definita “tanto tragica quanto dolorosa”, arriva, in una nota, l'appello della famiglia al rispetto.
“Sono oltre venti i professionisti che, con competenza e rigore, stanno operando per ricostruire l’esatta dinamica dei fatti: magistrati, consulenti e periti incaricati, nonché le forze dell’ordine che, fin dai primi istanti, stanno conducendo un’attività investigativa scrupolosa e approfondita”, si legge nel documento.
“Assistiamo con profonda amarezza – prosegue il comunicato – al proliferare di commenti, ricostruzioni e giudizi espressi da chi non conosce i fatti, non conosce le persone coinvolte e ignora il contesto in cui questa immane tragedia si è consumata”.
I familiari contestano quello che definiscono un clima di “odio, disinformazione e pregiudizio”, sottolineando che nessuna valutazione definitiva può essere formulata prima dell’accertamento dei fatti.
'Sosterremo Alessandro nel rispetto della legge'
La famiglia ribadisce di non voler minimizzare la gravità del dramma e il dolore provocato dalla terribile fine della pensionata, ma afferma.... “La famiglia, nella sua interezza, è oggi unita e compatta nel sostenere Alessandro con ogni mezzo consentito dalla legge, umano e lecito, affinché possa affrontare il percorso giudiziario e personale che lo attende nel pieno rispetto dei principi dello Stato di diritto".
Un sostegno che, precisano i familiari, "non rappresenta una negazione della gravità dei fatti, ma la volontà di non abbandonare un proprio familiare nel momento più drammatico della sua esistenza".
Infine un appello alla responsabilità, annunciando che, "in caso di diffusione di notizie ritenute false, ricostruzioni arbitrarie o affermazioni gravemente lesive della dignità delle persone coinvolte, valuterà ogni iniziativa necessaria nelle sedi giudiziarie competenti".
Nel frattempo, l’inchiesta prosegue per fare piena luce sull’omicidio che ha sconvolto Altino. 07 ago. 2026
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