Lanciano. Lavori forzati in casa a 11 anni e niente scuola: madre condannata per maltrattamenti sulla figlia

Per 13 mesi ha maltrattato la figlia minorenne, quando aveva già 11 anni, sfogando la sua indole violenta e prevaricatrice, minandone il suo delicato equilibrio psicofisico.

Con tale accusa, formulata dal pm Miriana Greco, il gup del tribunale di Lanciano (Ch), Giovanni Nappi, ha condannato a 2 anni di reclusione, col rito abbreviato, la donna, difesa dall’avvocato Andrea Cerrone. La parte civile, figlia e padre inconsapevole dei fatti, era patrocinata dall’avvocato Enzo Basile che ha chiesto il risarcimento danni in sede civile.

In base all’accusa, l’imputata, dal primo marzo 2021 al 14 aprile 2022, avrebbe preso di mira la piccola attraverso una serie di gravi comportamenti. La perizia psichiatrica ha stabilito che la mamma finita nel banco degli accusati, aveva la capacità scemata di intendere e di volere che non le ha escluso la penale responsabilità, benché con pena sospesa e nessuna misura di sicurezza.  Vicenda inizialmente archiviata poi riaperta.

Per la Procura, la ragazzina doveva cucinare, pulire casa, fare la spesa, non andare a scuola, con duro isolamento, non si doveva lavare perché il rumore dell’acqua infastidiva la madre. E poi colpi in testa con vari oggetti, con fuoriuscita di sangue, grida e ingiurie. D’inverno la minore indossava solo abiti leggeri. I soldi, la donna, li utilizzava solo per le sue esigenze.

Caso colpevolmente sfuggito alla rete sociale ma non a dei vicini scrupolosi. Ragazza, ora, affidata ai nonni e sentita pure dalla Procura minorile che sta per emettere decreti più duri contro la madre. 09 lug. 2025

WALTER BERGHELLA 

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