Insulti razzisti a giocatore minorenne dell'Azzurra Basket: la replica della Nova Campli e il provvedimento disciplinare
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In riferimento all’articolo sugli insulti razzisti proferiti al giocatore dell’Azzurra 
Basket riceviamo e pubblichiamo: “La Nova Basket Campli smentisce categoricamente la ricostruzione dei fatti e precisa quanto di seguito esposto, annunciando sin d’ora di intendere tutelare la propria immagine e quella della comunità nelle sedi opportune.

​Nessuno, al PalaBorgognoni, ha proferito insulti razzisti. La temporanea sospensione del gioco, con l’invito degli arbitri al coach Giovanni Di Carlo a parlare ai propri tifosi, verteva sulla raccomandazione ad avere un atteggiamento troppo esuberante (nei confronti di alcune decisioni e reattivo ai momenti di gioco) di alcuni di loro, che si sporgevano dalla balaustra degli spalti verso il campo di gioco. Invito rivolto, è bene precisarlo, dietro richiesta dei giocatori ospiti e non da situazioni rilevate dalla coppia arbitrale.

Da parte degli arbitri non c’è stato alcun riferimento ad alcuno dei fatti riportati dagli organi di informazione e frutto di una fantasiosa e sensazionalistica ‘traduzione’. ​Tantomeno le Forza dell'Ordine (Carabinieri e Polizia Municipale), regolarmente e costantemente presente all'interno del palazzetto per l'intera durata dell'incontro, hanno registrato, contestato o verbalizzato alcun episodio di discriminazione razziale.

La società è in possesso, al contrario, di riprese video che dimostrano come le due squadre in campo, gli staff e i due allenatori, abbiano tenuto un atteggiamento di assoluta normalità anche nei momenti della partita dalla stampa ‘incriminati’, che contraddicono la ricostruzione di una uscita in lacrime del tesserato dell’Azzurra Lanciano e della sua decisione di lasciare in campo (è stato semplicemente sostituito e perfino ‘ripreso’ dal suo allenatore per motivi legati probabilmente alla sua prestazione in campo). La sua condotta in campo fino alla sostituzione - sempre testimoniata dai video - è piuttosto quella di un giocatore ‘arrabbiato’ agonisticamente e che profonde tutte le sue energie sul parquet, tutt’altro che frustrato e umiliato da un potenziale affronto o fiaccato dal pesante passivo maturata dalla sua squadra.

Se il clima fosse stato quello che gli articoli hanno tentato di descrivere, con insulti continui e inaccettabili, la squadra avversaria avrebbe avuto tutto il diritto (e il dovere) di fermarsi e rifiutarsi di giocare, chiedendo la sospensione definitiva della gara. Questo invece non è avvenuto. Nessuno ha udito le offese riferite dalla stampa e alcun cenno è possibile rintracciare anche nelle dichiarazioni post gara della società ospite, che avrebbe avuto tutto il giustificato diritto di puntare il dito contro un atteggiamento del genere, esecrabile e da condannare senza se e senza ma.

​La storia della Nova Campli Basket, d’altronde, è l'antitesi del razzismo: da quattro anni, il grido che unisce la nostra squadra in cerchio prima di ogni palla a due è "Ruspa con noi”, il soprannome di Ayoub, il meraviglioso ragazzo della nostra società tragicamente scomparso in mare, anni fa, a Giulianova. La nostra comunità, il nostro settore giovanile e minibasket e il nostro palazzetto accolgono da sempre una grande e calorosa rappresentanza della comunità marocchina camplese, che è parte integrante della comunità e fiore all’occhiello della tifoseria farnese. Il PalaBorgogoni è casa dell’inclusione, il razzismo è parola sconosciuta al nostro vocabolario.

Siamo stanchi di subire campagne diffamatorie prive di fondamento. E' evidente il maldestro tentativo di creare un caso inesistente piuttosto che riconoscere sportivamente l’alto valore agonistico di una prestazione tanto schiacciante quanto più evidente la forza dell’avversario, sempre rispettato nel corso della stagione sportiva. ​Non tollereremo ulteriori tentativi di infangare la nostra società, i nostri tifosi, la nostra intera comunità e la nostra gloriosa tradizione e siamo pronti a difendere i nostri interessi in tutte le sedi opportune”.

​“La Nova Campli ha vinto la gara di schianto, surclassando l’Azzurra Basket, vincendo sul campo 85 a 53”, La Nova Campli ha preso possesso del gioco sin dal primo quarto di gara. E che a fine gara “abbracci e strette di mano”. Così nell’articolo ((LEGGI QUI : Insulti razzisti a giocatore Azzurra Basket durante gara a Campli) si è descritta la gara agonistica.

Parlano poi altri fatti. Chi scrive è stato testimone oculare. Ha verificato quanto accaduto e descritto. E parlano dunque i fatti. Nessuno scredito verso la società Nova Campli Basket che ha vinto meritatamente sul campo

Si è solo raccontato un brutto episodio perché qualcuno (o più di uno)  dagli spalti ha insultato un giovane di 16 anni la cui “COLPA” sarebbe, per questo tifoso o tifosi scalmanati, di avere la pelle scura. Lo sport in campo è stata una cosa bella, e così è stata raccontata.

E poi parlano i documenti, le famose carte. Parlano impietosamente i provvedimenti del giudice sportivo (allegati in fondo all’articolo) che sia nelle decisioni del 16 marzo scorso che in quelle del 14 maggio, sempre gare contro l'Azzurra Basket Lanciano, ha sanzionato la società Nova Campli Basket per “per offese collettive frequenti del pubblico verso i tesserati della squadra avversaria con aggravante della recidiva aumento fino ad un terzo e con aggravante per comportamenti commessi per finalità di DISCRIMINAZIONE O DI ODIO RAZZIALE, religioso, di genere e territoriale” (testuale). Del pubblico è ben scritto nei provvedimenti. Quindi nell’articolo nessuna accusa alla società Nova Campli Basket. Che può rivendicare e rivendica per il successo ottenuto sul campo. Meno è tentare di occultare il disagio (verificato) di un ragazzo insultato per la responsabilità di chi dagli spalti ha come metro di valutazione non le prestazioni sul campo ma il razzismo.

E' questione di educazione, di rispetto, di civiltà. In campo si è visto sport e agonismo. Qualcuno però l'altra sera e a marzo sugli spalti ha scelto l’inciviltà, l’invettiva. Bisogna solo prenderne atto. 15 mag. 2026

ALESSANDRO DI MATTEO

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