Lanciano. La Marina Militare ai funerali di Giuseppe Gelsomino. Strazio e palloncini bianchi

Il tricolore della Marina Militare avvolge la bara e il suo berretto da marò è poggiato su un cuscino di colore blu.

E’ uno squillo di tromba ad aprire la commovente cerimonia funebre che saluta il marinaio volontario Giuseppe Antonio Gelsomino, 21 anni, di Lanciano (Ch), morto il 6 agosto scorso per un colpo di pistola alla testa mentre era a bordo della nave "Staffetta" ancorata a Brindisi.  

Tragedia che resta avvolta del mistero e sulla quale la Procura pugliese ha aperto un’indagine per il reato di istigazione o aiuto al suicidio. Il rito religioso si svolge nella chiesa dello Spirito Santo, nel quartiere Santa Rita, concelebrato da don Nicola Di Giampietro. La stessa Marina circonda di affetto questo suo ragazzo e lo fa ad alti livelli: folta la delegazione presente, guidata dall’ammiraglio Enrico Credendino, comandante in capo della squadra navale, e dal comandante del pattugliatore "Staffetta" Lorenzo Duranti.

Per Giuseppe rose bianche dell’equipaggio e rosse dai compagni ed ex insegnanti dell'istituto professionale "De Giorgio". Durante le esequie gli fa da corona un picchetto di quattro marinai. Durante la celebrazione in molti indossano una maglietta bianca di ricordo con su stampata la foto di Giuseppe. L’omelia viene tenuta dal diacono Alessio Primante, suo insegnante, che si commuove leggendo un compito del giovane: "Lui ha dato la sua vita e ora vive in eterno – dice Primante -. Ed è presente nella sua assenza. E’ stato sale e luce per i suoi e per gli altri, come citato dal Vangelo. Gli piaceva vivere. I suoi obiettivi non erano cambiati. Le sue opere buone ci dice chi era Giuseppe". E citando nel compito Oscar Wilde, Primante aggiunge: "Influenzare qualcuno significa dare la propria anima". Arriva anche il monito: "Non dimentichiamo quanto accaduto, non dimentichiamo!!!" (GUARDA IL VIDEO)

Nel rispetto delle norme Covid, la città si stringe anch’essa in chiesa all’immenso dolore di papà Paolo, mamma Daniela, della sorella Giorgia, della fidanzata Maria, dei nonni Maria, Gennaro e Sipontina. La findanzata fa salire in cielo il suo ricordo: "Ti ho amato e ti amerò sempre", dice singhiozzando e lasciando andare un palloncino rosso. C'è la preghiera del marinaio, ci sono le note del Silenzio e si alzano in volo palloncini bianchi. Il comandante Duranti: "Giuseppe ha dimostrato subito una educazione esemplare, comportamento professionale e si è messo a disposizione di tutti, apprezzato dall'intero equipaggio per il sorriso e la disponibilità. Lui stava bene e con noi ha festeggiato il 21esimo compleanno. Stava bene a bordo con noi. Quello che è successo ci ha scioccati – aggiunge -. Siamo in attesa di quelli saranno i risultati delle indagini perché anche a noi sta a cuore sapere cosa è successo, siamo a disposizione. E’ stato un evento imprevedibile. L’ ammiraglio Credendino ci ha tenuto ad essere qui per manifestare la forte vicinanza alla famiglia e partecipare al lutto". Cordoglio espresso anche dal sindaco Mario Pupillo che ha portato "l'abbraccio della comunità". Presente anche l’avvocato di famiglia, Daniela Giancristofaro, che segue gli sviluppi dell'inchiesta.  13 ago. 2021

Walter Berghella 

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