Cucina ospedale Lanciano chiusa dai Nas. Chiesto l'accesso agli atti. 'Chi avrebbe dovuto controllare?'

I consiglieri regionali Francesco Taglieri e Silvio Paolucci hanno presentato una richiesta di accesso agli atti, ai sensi dell’articolo 30, comma 2, dello Statuto della Regione Abruzzo, sulla chiusura temporanea della cucina dell’ospedale "Renzetti" di Lanciano (Ch), disposta martedì 10 marzo scorso a seguito delle verifiche effettuate dai carabinieri del Nas di Pescara.

Ii due consiglieri intendono acquisire tutta la documentazione utile a chiarire quanto accaduto e verificare il corretto funzionamento del sistema di controlli su un servizio essenziale per i ricoverati. In particolare è stato chiesto di poter visionare il verbale di ispezione dei Nas, la documentazione relativa alle irregolarità riscontrate, gli atti relativi all’appalto e alla convenzione per la gestione del servizio mensa e centro cottura dell’ospedale, oltre agli atti di controllo e verifica effettuati negli anni dalla Asl Lanciano Vasto Chieti nei locali dove venivano preparati i pasti e della mensa del presidio.

La vicenda ha portato alla luce criticità rilevanti sul piano igienico-sanitario, tanto da determinare lo stop alla cucina in cui venivano preparati i pasti destinati anache ad altre strutture sanitarie del territorio, tra cui lo stesso l'ospedale ospedale "San Pio" di Vasto e quelli di Atessa e Casoli, oltre all'hospice "Alba Chiara".

"Non si tratta di alimentare polemiche o di ipotizzare boicottaggi – dichiarano Taglieri e Paolucci – ma di fare chiarezza su un fatto che appare estremamente grave e che riguarda direttamente la qualità dell’assistenza ai pazienti. Parliamo di un servizio delicatissimo, quello della ristorazione ospedaliera, che incide sulla salute e sulla dignità dei malati".

Secondo i due consiglieri regionali, il fatto che sia stato necessario l’intervento dei Nas dimostrerebbe che "qualcosa nel sistema dei controlli non ha funzionato". "Se le prime segnalazioni arrivano addirittura dai pazienti e dai loro familiari e solo dopo scattano le verifiche – aggiungono – significa che il potere di controllo che la Regione dovrebbe esercitare su servizi di questa importanza è stato insufficiente o del tutto assente".

Durante l’ispezione nel centro cottura, situato nei sotterranei, sono state riscontrate condizioni igienico-sanitarie pessime. Nei locali sarebbero stati rinvenuti segni di infestazione con la presenza di blatte e gechi e anche resti di ratti morti e di "altri animali striscianti", alcuni dei quali in stato di decomposizione. Circostanze che hanno portato alla sospensione immediata dell’attività e alla necessità di interventi urgenti di sanificazione e disinfestazione.

Sulla vicenda è intervenuto anche il consigliere regionale Vincenzo Menna, che parla di una situazione ormai "paradossale" sul fronte della ristorazione ospedaliera nel territorio.

"Dopo la chiusura della cucina dell’ospedale San Pio nel 2021, i pasti destinati ai pazienti del presidio sono stati preparati per anni a Lanciano e poi trasportati fino a Vasto. Una soluzione che doveva essere temporanea e che invece è diventata, nei fatti, strutturale", afferma Menna.

Ora, con lo stop imposto anche alla cucina del "Renzetti", i pasti destinati ai degenti arrivano da Chieti. "Ci troviamo di fronte a una situazione oggettivamente paradossale: due presidi importanti come Vasto e Lanciano sono oggi privi di una propria cucina, mentre i pasti vengono preparati altrove e trasportati per decine di chilometri prima di arrivare nei reparti".

"Il vitto - rimarca Menna - è parte integrante dell’assistenza sanitaria e deve garantire qualità, sicurezza e dignità ai degenti. Parliamo spesso di pazienti fragili, anziani o bambini, per i quali l’alimentazione rappresenta un elemento fondamentale del percorso di cura".

Per questo il consigliere ritiene necessario "lavorare rapidamente per il ripristino delle cucine ospedaliere sia a Vasto sia a Lanciano, restituendo un servizio essenziale per il benessere dei pazienti".

Menna solleva anche un ulteriore questione... "Da informazioni in mio possesso – spiega – nel progetto del nuovo ospedale di Vasto non sarebbe prevista la realizzazione di una cucina interna. Se così fosse, ci troveremmo di fronte a un vero e proprio paradosso: mentre si discute della necessità di migliorare i servizi sanitari, si rischia di progettare un edificio senza un elemento fondamentale come la mensa. Su questo punto – conclude Menna – credo sia necessario fare piena chiarezza. Un ospedale moderno non può prescindere da un servizio di ristorazione adeguato e organizzato all’interno della struttura. E' una questione di qualità dell’assistenza, ma anche di rispetto verso i pazienti e le loro famiglie".

Nel frattempo la società Dussmann Service, che si occupa della preparazione e distribuzione dei pasti all’interno del presidio di Lanciano nell’ambito dell’appalto per i servizi ospedalieri, ha diffuso una nota per chiarire la propria posizione.

L’azienda precisa di garantire quotidianamente circa 450 pasti ai degenti e di operare seguendo "procedure rigorose e standard qualitativi consolidati". Ribadisce di aver sempre rispettato le normative igienico-sanitarie e sottolinea che le operazioni di sanificazione e disinfestazione dei locali non rientrano tra le sue competenze operative, essendo affidate a un’altra società partner.

"A fronte delle notizie circolate – si legge nella nota – abbiamo richiesto immediatamente chiarimenti sulle procedure adottate per garantire la corretta applicazione delle norme igienico-sanitarie". La società aggiunge inoltre che, sulla base delle informazioni attualmente disponibili, "non si può escludere un’azione intenzionale volta a compromettere il regolare funzionamento del servizio", un boicottaggio dunque. 13 mar. 2026

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