Crollo cantiere Esselunga a Firenze con 5 morti: arrestato ingegnere del Teramano

Nuovi sviluppi nell’inchiesta sul crollo del cantiere Esselunga di via Mariti, a Firenze, avvenuto il 16 febbraio 2024 e costato la vita a cinque operai.

Su disposizione della Procura della Repubblica, questa mattina è stata eseguita un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti dell’ingegnere Carlo Melchiorre, responsabile dell’ufficio calcoli della Rdb.Ita, azienda produttrice della trave che cedette nel cantiere.

Melchiorre era già destinatario, dall’11 aprile scorso, di una misura interdittiva che gli vietava l’esercizio della professione per nove mesi. Tuttavia, secondo quanto emerso dalle indagini condotte dalla polizia postale e dalla Mobile di Firenze, avrebbe violato ripetutamente il divieto, continuando a svolgere la propria attività professionale. Alla luce di questo, il giudice per le indagini preliminari ha disposto l’aggravamento della misura, sostituendola con la custodia cautelare in carcere. Sono in corso anche perquisizioni e sequestri collegati all'inchiesta.

L’indagine punta a fare piena luce sulle cause del crollo che provocò la morte di Luigi Coclite, autotrasportatore di 60 anni residente a Collesalvetti (Livorno) ma originario di Montorio al Vomano (Te), e degli operai Taoufik Haidar (43 anni), Mohamed El Ferhane (24), Bouzekri Rahimi (56), tutti di origine marocchina, e Mohamed Toukabri (54), tunisino. Le vittime risiedevano in provincia di Brescia e Bergamo. Altri lavoratori rimasero feriti.

Secondo la ricostruzione della Procura, a determinare il disastro sarebbe stato un errore progettuale legato a una trave prefabbricata prodotta da Rdb.Ita. Il cedimento di quel manufatto innescò il collasso a catena di altre travi e dei solai. L’attenzione degli inquirenti si è concentrata sulle gravi carenze nella progettazione e produzione dei componenti strutturali destinati al cantiere. In particolare, Melchiorre, indicato come autore del progetto e delle schede di produzione, avrebbe sbagliato il calcolo dei carichi e inserito un’armatura insufficiente rispetto alle sollecitazioni previste.

Il procedimento coinvolge anche Alfonso D’Eugenio, legale rappresentante della Rdb.Ita, posto agli arresti domiciliari, e Marco Passaleva, direttore dei lavori strutturali per conto di La Villata Spa, colpito da una misura interdittiva di sei mesi dall’incarico di direzione lavori. Per tutti e tre gli indagati, i reati ipotizzati sono omicidio colposo e lesioni colpose, con l’aggravante del mancato rispetto delle norme di sicurezza. A Melchiorre e D’Eugenio, inoltre, è contestato anche il reato di crollo colposo di costruzioni.  08 lug. 2025

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