Madre e figlia morte intossicate a Campobasso: cinque medici indagati

Cinque medici dell’ospedale "Cardarelli" di Campobasso sono indagati per la morte di Sara Di Vita, 15 anni, e di sua madre Antonella Di Ielsi, 50 anni, morte a poche ore di distanza nel reparto di Rianimazione dopo un'intossicazione alimentare. 

Nel procedimento risultano inquisiti tre medici del Pronto soccorso del Cardarelli — Maria Balbo, Ramon Aldo Olivieri e Pietro Vuotto — e due colleghi della Guardia medica, Angela Maria Castelluzzo e Michele Formichella, con le ipotesi, a vario titolo, di omicidio colposo plurimo e lesioni personali colpose.

Il padre della ragazza e marito della donna, anche lui colpito dall’intossicazione, è ricoverato allo Spallanzani di Roma. Le sue condizioni, fanno sapere dall’istituto, sono stabili e sotto controllo: l’uomo è vigile e sottoposto agli accertamenti clinici. Si è salvata, dall'avvelenamento, un'altra figlia 18enne, anch'ella in ospedale, ma in discrete condizioni.

Nel frattempo, la polizia è andata nell’abitazione della famiglia a Pietracatella, in provincia di Campobasso, dove la casa è stata posta sotto sequestro. All’interno sono in corso i rilievi di legge, ai quali partecipano anche ispettori dell’Azienda sanitaria regionale del Molise (Asrem).

Nell'appartamento sono stati presi diversi prodotti alimentari tenuti nel frigorifero, tra cui vongole, cozze, seppie, baccalà e altro. Sono stati prelevati barattoli, conserve, prodotti vari e scarti, recuperati anche dai rifiuti, tra cui gusci di vongole. Al momento gli inquirenti non escludono alcuna ipotesi e stanno lavorando su tutte le piste, in attesa degli esiti degli accertamenti tecnici e tossicologici. 

Alla vigilia pare che avessero mangiato pesce e funghi. Questi ultimi, ha precisato il direttore generale dell’Asrem Giovanni Di Santo, erano confezionati e certificati, consumati il 24 dicembre. Tutti gli alimenti sono stati inviati all’Istituto zooprofilattico per le analisi.

L’indagine, spiega il procuratore di Campobasso, Nicola D’Angelo, è orientata a "ricostruire l’intera catena degli interventi medici", con particolare attenzione ai precedenti accessi dell'adolescente al Pronto soccorso, dove risulta si fosse recata due volte prima della tragedia. Quindi il rapido peggioramento e la fine. Accertamenti sono in corso anche sugli interventi sanitari richiesti dalla madre nelle ore precedenti la morte.

"Data l’estrema complessità del quadro clinico – afferma il procuratore – sono stati disposti accertamenti multidisciplinari, comprensivi di esami autoptici e consulenze specialistiche, orientati secondo tre direttrici: la verifica di eventuali responsabilità, l’individuazione della fonte di innesco della patologia e la tutela della salute pubblica, per escludere il rischio di ulteriori casi".

Secondo l’Asrem, le cause dei decessi non sono ancora note, ma di sicuro c'è la presenza di una tossinfezione di natura non ancora identificata. "Attendiamo i risultati degli accertamenti sulle salme – ha dichiarato Di Santo – che potrebbero fornire indizi decisivi. Al momento non è possibile formulare una diagnosi di certezza". Anche lo Spallanzani, dove è ricoverato il capofamiglia, "sta continuando l’attività di ricerca clinica".

Interpellato sulla correttezza dei percorsi clinici e diagnostici adottati al Pronto soccorso, il direttore generale ha riferito che, secondo una prima valutazione interna, il personale sanitario "ha osservato le linee guida e le buone pratiche". Le dimissioni delle due pazienti sarebbero state condivise con i familiari, in presenza di "sintomi aspecifici".

Le autopsie saranno eseguite mercoledì 31 dicembre. 29 dic. 2025

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