Distretto sanitario Villa Santa Maria: in Commissione Vigilanza emergono gravi criticità. 'Territorio vuole risposte concrete'
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La Commissione di Vigilanza del Consiglio regionale, presieduta da Sandro Mariani, si è riunita ieri all’Aquila per discutere dei gravi problemi che da tempo assillano il Distretto sanitario di Villa Santa Maria (Ch).

Da alcuni anni, più o meno coincidenti con la precedente gestione Asl, è iniziata una fase di progressiva decadenza, con la graduale sospensione e, sempre più spesso, soppressione di ambulatori specialistici (passati da 17 a 7) e di altri servizi essenziali. Ancora più preoccupante è la situazione della radiologia, sospesa ormai da oltre tre anni.

Erano presenti all’incontro il consigliere regionale Alessio Monaco, che aveva richiesto la convocazione della Commissione; il direttore sanitario della Asl Lanciano-Vasto-Chieti, Raffaele Di Nardo; il presidente dell’Unione Montana dei Comuni del Sangro, Arturo Scopino, e alcuni esponenti del Comitato civico, in rappresentanza di circa un migliaio di cittadini che hanno firmato la petizione per la difesa del presidio sanitario.

Con particolare rammarico è stata rilevata l’assenza della componente politica e, in particolare, dell’assessore alla Sanità Nicoletta Verì, pur regolarmente convocata.

Durante le audizioni sono emerse le carenze del Distretto e le pesanti ricadute sulla popolazione, costituita in larga parte da pensionati ultrasettantenni, spesso non autosufficienti e non sempre in grado di affrontare autonomamente le lunghe trasferte verso i centri maggiori della provincia per poter accedere alle cure.

Un rappresentante del Comitato ha espresso con forza il disagio di una comunità che si sente dimenticata:
"Nessuno sembra pensare alle conseguenze per tutti gli anziani che ancora si intestardiscono a rimanere in queste zone per non far morire la montagna e le aree interne. Se hanno bisogno di sanità cosa fanno? Chiedono al figlio, al nipote o a un amico di prendere una giornata di ferie dal lavoro per accompagnarli ad una visita specialistica a Vasto, Lanciano o anche a Chieti. E dunque raddoppia il numero dei “mendicanti” del Sangro in cerca di cure, triplica l’impegno economico per ciascuno di loro, aumentano a dismisura i disagi e le giornate di lavoro perse per gli accompagnatori. Il tutto tra la totale indifferenza di chi invece dovrebbe occuparsene".

"A noi non serve l’infermiere o il medico di comunità che ci accoglie e poi ci indirizza, sempre oltre i 50 chilometri. Noi vogliamo gli ambulatori e i dottori, come li avevamo fino a qualche anno fa, perché abbiamo bisogno di chi ci eroga sul posto i servizi più elementari e di uso quotidiano".

E ancora: "Se nella nostra casa di comunità troveremo tutto questo, allora il riequilibrio sarà stato raggiunto. Ma se troveremo solo qualche sanitario che ci spedisce altrove, saremo stati ancora una volta maltrattati, derubati, mortificati, perché tutto questo noi lo avevamo già".

A rendere ancora più preoccupante il quadro è l’imminente pensionamento del dirigente medico che si occupa delle vaccinazioni, del rinnovo delle patenti, delle pratiche Adi e di altri importanti servizi. Una situazione che contribuisce ad alimentare lo stato di preoccupazione del territorio che, tuttavia, dimostra di non voler abbandonare la battaglia intrapresa.

L’intervento di Di Nardo non ha convinto completamente i presenti. Le spiegazioni fornite sono state giudicate da alcuni troppo legate ad aspetti tecnici e burocratici rispetto alle urgenze e necessità concrete. E' però emerso con chiarezza il problema della carenza di medici.

Proprio per questo c'è la necessità di convocare al più presto un nuovo incontro direttamente a Villa Santa Maria, dove possano partecipare anche l’assessore regionale alla Sanità Nicoletta Verì e il direttore generale della Asl, insieme agli amministratori locali e ai rappresentanti del Comitato Civico.

La richiesta è chiara: riportare servizi sanitari effettivi in Val di Sangro e garantire il diritto a una sanità di prossimità, evitando che la distanza geografica si trasformi in una vera e propria barriera all’accesso alle cure. 17 lug. 2026

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