Coronavirus. Abruzzo. Isolate in albergo a Campo Imperatore senza cibo né acqua

Malati di Coronavirus al freddo, senza cibo né acqua. Abbandonati in un albergo sulle montagne.

"Ci troviamo di fronte ad uno scandalo nazionale", denuncia Stefania Pezzopane, della Presidenza del gruppo Pd alla Camera. "Quanto sta avvenendo in questi giorni in Abruzzo - scrive in un'interpellanza la deputata - è gravissimo. La Regione ha lasciato completamente soli i piccoli Comuni del territorio. La Asl non è in grado di dare indicazioni chiare e univoche, anzi sembra brancolare nel buio e senza una filiera di comando. Il sindaco dell'Aquila, Pierluigi Biondi, tira fuori dal cilindro soluzioni spregiudicate e prive di sostegno logistico per i positivi al Covid 19 come l'Hotel Cristallo", struttura situata a Campo Imperatore, nel minuscolo comune di Collarmele, nell'Aquilano, dove due malati sono stati lasciati al gelo e senza nutrimento.

"Si tratta di madre e figlia risultate positive - spiega il sindaco di Collarmele, Antonio Mostacci, che ha denunciato il fattaccio su Facebook nella mattinata -. Sono state dimesse dall'ospedale dell'Aquila; prelevate nottetempo, quando potevano stare in quarantena nella propria abitazione, e portate in quell'albergo. Sono state lasciate in una stanza senza riscaldamento, senza ricevere alcuna istruzione. Stamattina si sono alzate... senza colazione, senza acqua, senza che nessuno si sia sognato di contattarle... Poi senza pranzo. Ma un po' di umanità... Provo rabbia e vergogna totale...". Dopo che sono scoppiate le polemiche, i pasti sono arrivati. 

"Oltre all'emergenza infezione, - riprende Pezzopane - c'è l'emergenza incompetenza che può diventare un vero e proprio dramma. Il trattamento riservato ai pazienti dimenticati a Campo Imperatore è vergognoso e intollerabile. Per quanto avvenuto - conclude - vanno individuate le responsabilità".

Le donne, nel pomeriggio, dopo che il caso ha suscitato indignazione e scatenato il putiferio sui social, sono state riportate a casa. "Capisco l'emergenza, - rintuzza il primo cittadino - prendo atto delle giustificazioni fornite, ma la cosa più importante è che siano tra le mura domestiche. Dobbiamo però capire che dobbiamo migliorare, la salute pubblica deve essere un baluardo. Non possiamo più permettere che il Servizio sanitario nazionale venga destrutturato, specialmente nella Marsica, realtà di 140.000 abitanti. Nel mio piccolo cercherò, da ora in poi ,di dare un contributo a questa causa. Ora però è il tempo di stringerci insieme per vincere questo maledetto virus".

Ha collaborato Massimiliano Brutti

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