L'Aquila - Assolto l'ex capo della Protezione Civile Guido Bertolaso dall'accusa di omicidio colposo, nel processo Grandi Rischi bis in merito al terremoto dell'Aquila del 6 aprile 2009. Secondo il giudice del tribunale dell'Aquila, Giuseppe Grieco, "il fatto non sussiste".
L'allora capo del Dipartimento di Protezione civile era accusato di omicidio colposo plurimo e lesioni, in particolare per aver organizzato una "operazione mediatica perché vogliamo rassicurare la gente", come disse in un'intercettazione con l'allora assessore abruzzese della Protezione civile Daniela Stati, prosciolta dalle accuse.
Dopo quella telefonata, a L'Aquila, in prefettura, fu convocata la Commissione Grandi rischi, commissione di esperti (ne erano presenti sette) organo consultivo della presidenza del Consiglio dei ministri. Come era stato detto la popolazione fu effettivamente "rassicurata". "State tranquilli, non accadrà nulla, andate a bere un bicchiere di Montepulciano...". Una settimana dopo ci fu il disastro, con 309 morti e più di 1700 feriti. I componenti della grandi Rischi sono stati processati a loro volta e condannati in primo grado a sei anni di reclusione, ma successivamente assolti in Appello e poi in Cassazione ad eccezione dell'ex braccio destro di Bertolaso, Bernardo De Bernardinis condannato in via definitiva a due anni di reclusione (pena sospesa).
Per i giudici di secondo grado e per quelli della Suprema Corte sarebbe stato il solo De Bernardinis, in una intervista televisiva, a rassicurare gli aquilani.
Il procuratore generale Romolo Como, nella requisitoria del 27 settembre scorso, aveva chiesto 3 anni di reclusione. Il difensore dell'ex capo della Protezione, l'avvocato Filippo Dinacci, ha puntato l'attenzione sulla inutilizzabilità della intercettazione con la Stati. "Le intercettazioni inutilizzabili, non sono valide ai fini probatorie ma solo ai fini investigativi. Lo dice la Cassazione - ha spiegato Dinacci - In questo processo non c'è prova anche perché gli stessi scienziati hanno testimoniato di non essere mai stati condizionati. Addirittura Barberi ha spiegato che anche alla luce dei rapporti, Bertolaso non si sarebbe mai permesso".
Dinacci ha dato una sua versione sul significato della intercettazione 'incriminata': "Non voglio fare guerre di religione ma Bertolaso nella telefonata con la Stati ha detto esattamente il contrario. Ha bacchettato la stati dicendole 'non ti azzardare a tranquillizzare i cittadini perché i terremoti non si possono prevedere'".
"Sono contento certo, soprattutto per tutti coloro che insieme a me hanno dato l'anima per aiutare la popolazione de L'Aquila colpita da quella tragedia", ha commentato l'ex capo della Protezione Civile, che ha aggiunto che "oggi è stata scritta una pagina di verità e di giustizia". "Adesso qualcuno dovrà chiedere scusa", ha detto il suo legale, Filippo Dinacci.
30 settembre 2016
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