Rigopiano tre anni dopo. Le mamme a Bonafede: 'Lasciati lassù a morire'. Il ministro: 'Lo Stato chiede scusa'
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Sono salite sul palco del palazzetto dello sport di Penne, in occasione della commemorazione, le mamme delle vittime di Rigopiano.

Attraverso una di loro, Paola, madre del receptionist del resort Emanuele Bonifazi, hanno letto al ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, seduto in prima fila, la lettera a lui indirizzata. "I nostri 29 angeli non li ha uccisi la neve - ha iniziato la donna in lacrime - ma la noncuranza e l'incapacità dell'uomo. Sono stati abbandonati lassù ad aspettare la morte e a noi hanno dato l'ergastolo, costretti a star dietro a un processo che chissà quanto durerà. Non è questa l'Italia che vorremmo. Noi pretendiamo giustizia e la chiederemo finché viviamo. Rigopiano è stata una vergogna".

 "Rappresento uno Stato che vuole dire ai familiari che è al loro fianco e lo sarà sempre, che chiederà scusa ogni volta che ci sarà da chiedere scusa per non aver avuto la capacità di difendere le vite e proteggere i loro familiari. Lo Stato ha il dovere istituzionale e morale di dare giustizia, sapendo che quella verità non riporterà indietro figli, madri, padri e fratelli morti tre anni fa, ma la mia promessa è che i colpevoli pagheranno": questa la risposta di Bonafede.

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