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Lanciano (Ch) - Aggredito mentre eseguiva un controllo in cella. Un agente penitenziario è stato assalito, ieri mattina, intorno alle 8, nel carcere di Villa Stanazzo a Lanciano, da un detenuto africano. L'agente, come ogni giorno, era impegnato nel controllo delle inferriate, la cosiddetta "battitura", un'operazione di routine tesa a prevenire tentativi di evasione: le sbarre delle finestre vengono controllate con un "ferro" per vedere se sono integre o se magari sono state segate. Una verifica che viene effettuata con i detenuti presenti in cella. Improvvisamente un recluso si è scagliato addosso all'agente intimandogli di consegnargli il "ferro" della battitura. Il malcapitato ha opposto resistenza, ma l'attrezzo gli è stato sfilato dalle mani con violenza. 

"La differenza di corporatura - denuncia in una nota la UilPa Polizia penitenziaria - ed il fatto che l'aggressione avvenisse all'interno di una cella ha reso impossibile l'intervento dei colleghi presenti nel corridoio. Entrato in possesso del pericoloso attrezzo il detenuto ha tentato una seconda aggressione". Ma l'agente è riuscito a divincolarsi, a sgattaiolare fuori e con un calcio ha richiuso la cella. "Bloccando sul nascere un'iniziativa brutale che poteva degenerare". L'agente è stato accompagnato al Pronto soccorso dell'ospedale di Lanciano: la prognosi di 15 giorni per contusioni varie. 

"Non riusciamo a comprendere - commenta Ruggero Di Giovanni, segretario provinciale UilPa Penitenziari - la strana gestione di questo tipo di detenuti. Questo venne arrestato proprio per un episodio particolarmente violento, aggressivo e apparentemente immotivato, eppure una volta giunto a Villa Stanazzo - viene aggiunto - è magicamente rinsavito, forse...... Per la cronaca non è chiaro se il detenuto sia ancora in possesso dell'oggetto oppure se è stato riconsegnato.... Solo pochi giorni fa lo stesso aveva rifiutato di rientrare in cella, allora si è scelto di lasciarlo nei corridoi per ben 2 giorni e 2 notti, tanto non è aggressivo, ci è stato detto..... Lungi da noi entrare nelle scelte gestionali, ma quando si tratta della sicurezza dei lavoratori non possiamo e non vogliamo esimerci dalla necessaria tutela. Quel detenuto ha dato, diffusamente, segni di squilibrio...".

"E' stato sottoposto a visita psichiatrica? - domanda il sindacato -. La polizia penitenziaria è stata messa in grado di gestire in sicurezza quest'uomo? Sono stati tenuta in debita considerazione i suoi precedenti penali? Scegliendo di gestire in modo "diverso" quel detenuto si è tenuto conto dei rischi per il personale? Qualcosa non ha funzionato e continua a non funzionare nonostante le rassicurazioni che riceviamo ad ogni nuovo caso. I lavoratori non possono e non devono essere mandati allo sbaraglio per scelte "innovative"; ovviamente qualora dovessimo ritenere che vi siano responsabilità o omissioni sarà nostra cura agire in ogni sede". Il 7 settembre direttivo regionale UilPa sull'accaduto. 03 settembre 2017

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