Viadotto Sente tra Abruzzo e Molise chiuso da un anno. Sit in e lumini accesi per protesta
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Lumini accesi in memoria... del ponte. Per ricordare che da un anno il viadotto 'Sente', che collega l'Alto Molise all'Abruzzo, è interdetto al traffico con gravi ricadute per l'economia locale. 

In molti, oggi, hanno raccolto l'invito della testa giornalistica "Eco on line, Maurizio d'Ottavio, e del giornalista Francesco Bottone a recarsi sul posto per "celebrare la morte di una infrastruttura viaria essenziale", non più percorribile in seguito alle verifiche post sisma del 2018 con epicentro a Montecilfone (Campobasso).

L'obiettivo è stato anche quello di sollecitare un intervento delle istituzioni. Studenti e lavoratori pendolari, delle due regioni interessate, hanno raccontato il "calvario" quotidiano per raggiungere la scuola, le aziende, l'ospedale di Agnone (Isernia) con tempi di percorrenza quadruplicati. A piedi, percorrendo, nonostante i divieti, il viadotto da Castiglione Messer Marino (Chieti) fino a Belmonte nel Sannio (Isernia) luogo dell'incontro, è arrivata anche Felicetta Tatangelo, una signora di 81 anni che ha esortato tutti a "non mollare". Presenti il vice sindaco di Schiavi d'Abruzzo, Maurizio Pinnella, e il sindaco di Belmonte, Anna Di Primio e poi i consiglieri regionali del Molise, Andrea Greco (M5S), e dell'Abruzzo, Silvio Paolucci (Pd).  Assenti i rappresentanti delle Province di Chieti e di Isernia, come pure i sindaci, che erano invece attesi, di Castiglione, Felice Magnacca, e di Agnone, Lorenzo Marcovecchio. 

La chiusura del cavalcavia è stata decisa dalla Provincia di Isernia che, in pochi giorni, e senza valide alternative (la ex Istonia 86 è stata sistema solo successivamente)  ha deciso di sbarrare al traffico uno dei ponti più alti in Italia. l’Eco online ha invitato le comunità altomolisane e altovastesi a presenziare alla "cerimonia" tenuta sul fronte molisano, lato Belmonte, per denunciare lo stato di forte stallo in cui versa l’iter di messa in sicurezza dell'importante infrastruttura.

"Mentre in altre parti del mondo realizzano opere mastodontiche nell’arco di pochi mesi, in questo lembo di terra abbandonato dai politici e da Dio, bisogna annotare l’ennesima promessa non mantenuta, l'ennesima presa per i fondelli nei confronti dei residenti delle aree interne che caparbiamente e non senza problemi dovuti a mancanza di servizi, balzelli di ogni genere, viabilità da anteguerra e continui tagli,  perseverano nel vivere in questi territori – afferma d’Ottavio, direttore della testata web -. Esattamente un anno fa, la classe politica molisana e abruzzese ha giurato e spergiurato di impegnarsi concretamente per la partenza delle nuove opere, tuttavia, ad oggi, certifichiamo il nulla assoluto. Situazione quest’ultima che ha creato e sta creando un danno economico incalcolabile ad un tessuto sociale già di per sé logoro e provato e alle prese con seri problemi di sopravvivenza".

"Che fine hanno fatto i due milioni promessi con il decreto Genova dal MoVimento Cinque Stelle? – chiede Bottone -. Dopo un anno siamo a conoscenza che alla Provincia di Isernia è stata accreditata una somma irrisoria di 400mila euro. Una cifra assolutamente insufficiente. Inoltre, sarebbe interessante sapere cosa stanno facendo i sedicenti amministratori locali, vigili e presenti solo quando si entra nel vivo delle varie campagne elettorali. Al contempo merita di essere immediatamente chiarita la relazione stilata dal Provveditorato alle Opere Pubbliche della Campania che di fatto boccia clamorosamente il progetto della Provincia di Isernia e genera al tempo stesso pesantissime incognite sulla riapertura del viadotto. Domande legittime  – aggiunge Bottone – rispetto alle quali le popolazioni interessate chiedono risposte esaustive e immediate, corredate da  fatti e non più da proclami irrealizzabili".

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