Lanciano. Tribunale verso l'agonia per carenza di giudici e personale. Il settore lavoro rischia la paralisi

E’ tutta in salita al tribunale di Lanciano l’avvio dell’anno giudiziario 2021.

I giudici in funzione restano cinque dopo il trasferimento a Macerata di Andrea Belli, rientrato nello stesso ufficio dopo 6 anni, prenderà possesso il 15 gennaio. E poi il 12 gennaio va in maternità il giudice del Lavoro, Cristina Di Stefano. Penale e civile rischiano di restare al palo. E non è tutto, altri due dipendenti andranno in pensione. Crisi di addetti pure alla Procura col procuratore capo Mirvana Di Serio che ha rilevato nel report inviato a Corte d’Appello e Procura generale la drammatica diaspora superiore del 60% di personale, che vede ora in servizio sei persone, di cui un part time.

"Il tribunale di Lanciano non deve diventare una casa vuota", tuona l’avvocato Silvana Vassalli, presidente del Foro. In due giorni sono seguiti summit col presidente del Tribunale, Riccardo Audino, presente anche l’avvocato Luca Scaricaciottoli, presidente della Camera Penale, per verificare gli aspetti organizzativi per evitare l’empasse. Urgente fare richiesta alla Corte d’Appello dell’invio di magistrati in applicazione, come avvenuto per altri tribunali. Poi la Vassalli ha sentito il sindaco Mario Pupillo, affinché anche la politica faccia la sua parte e agisca con forza. Lo scenario attuale parte dalla proroga firmata da Audino del provvedimento sulla crisi da Covid-19, non ancora scemata, che rinvia tutti i processi penali fino al 31 marzo, dato che comportano maggiori rischi di assembramento. Decreto valido anche per i giudici di pace. Si faranno solo processi compatibili col rispetto del Dpcm, dunque sospese le attività in presenza, salvo i casi urgenti e con imputati detenuti, anche in fase preliminare.

Domani, alla ripresa, tanti rinvii e solo due processi penali urgenti in calendario col giudice onorario Stefania Cantelmi. "Siamo in forte difficoltà – prosegue Vassalli - . Abbiamo ottimi magistrati ma in questo preciso momento si deve approntare una nuova programmazione". Lo scacchiere: il giudice Maria Rosaria Boncompagni sostituisce Belli nel penale monocratico due volte al mese e poi al lavoro ci sono i got Stefania Cantelmi e Vincenzo Chielli. Al gup c’è Giovanni Nappi, che fa pure civile, come la stessa Boncompagni, quindi il gip Massimo Canosa, delegato anche ai fallimenti.

"Con la maternità di Di Stefano - spiega Vassalli - non c’è possibilità da parte di altri di supplirla, quindi si blocca il settore lavoro. Si possono fare solo attività di istruttoria, spesso delegati ai giudici onorari, ma i provvedimenti non possono essere emanati. Quanto al tribunale collegiale l’unica a poterla presiedere è il giudice Chiara D’Alfonso che ha più anzianità di servizio. Nonostante il Csm voglia essere veloce nel mandare un nuovo magistrato questo non arriverà  prima dell’ estate - autunno. I primi sei mesi del 2021 passeranno in questo modo. Poi c’è la spada di Damocle della chiusura, in proroga al 2022. Il 2021 lo vedo decisivo e i politici tutti si devono rendere conto che è un Paese sull’orlo del baratro e si rimbocchino le mani e si impegnino sul versante Giustizia, fondamentale anche per l’economia e forse qualcosa andremo a salvare. Se non passa la riforma e si continua a fare proroga su proroga la situazione di questo stallo diventa palude e poi sabbia mobile. A breve perderemo altri due dipendenti, con più rallentamenti. Se non si riaprono le piante organiche le proroghe sono inutili, chiudiamo di fatto per carenza di personale. Spero che si salvino i tribunali di Lanciano, Vasto, Avezzano e Sulmona. Tribunali chiusi per non favorire sovraffollamento, come negli ospedali. Si passi la mano sulla coscienza chi in modo scellerato ha bloccato servizi. Totalmente dimenticati pure i giudici di pace", rintuzza Vassalli.  06 gennaio 2021

Walter Berghella 

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