Caro bollette. Il prefetto di Chieti convoca Comitato provinciale per Ordine e Sicurezza

Il prefetto di Chieti, Armando Forgione, ha convocato per domani mattina, 7 ottobre, il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica per esaminare i problemi che pone il caro energia.

Alla riunione sarà presente anche una delegazione di sindaci delle provincia, molti dei quali, lo scorso 29 settembre, si sono incontrati ad Atessa, su iniziativa del primo cittadino Giulio Borrelli, per discutere proprio degli aumenti incontrollati delle bollette di gas e luce e del "drammatico bivio di fronte al quale si trovano i Comuni". "A Chieti - dice Borrelli - ribadiremo la posizione che espressa il 29 settembre, che ha trovato il consenso di una larga maggioranza di sindaci".

Posizione che consiste nel proporre lo spegnimento della pubblica illuminazione di alcune ore, ritardandone l'accensione e anticipandone lo spegnimento; abbassare la temperatura degli edifici comunali dagli attuali 20° a 18°, ad eccezione delle scuole; ottimizzare tutti i consumi e evitare sprechi. Proposte che hanno suscitato non poche polemiche.

"La crisi energetica - rimarca Borrelli - impatta pesantemente sulla vita delle famiglie, delle imprese, delle attività commerciali e delle pubbliche amministrazioni. Molte famiglie non sono in grado di pagare le bollette e rischiano di restare al freddo e al buio. Alcune attività economiche hanno chiuso o rischiano di chiudere. I Comuni debbono approvare, a fine anno, in pareggio i propri bilanci e sono in difficoltà a farlo. L’Anci (Associazione Nazionale Comuni d'Italia) ha chiesto il totale ristoro per le nostre municipalità. Non sappiamo che cosa deciderà il nuovo Governo. Se anche dovesse accogliere questa richiesta (cosa, al momento, molto difficile) noi pensiamo che i Comuni debbano partecipare responsabilmente allo sforzo nazionale per il risparmio energetico per non trovarci in maggiori difficoltà nel futuro".

"Sono decisioni - aggiunge - che, comprendiamo, possono comportare qualche disagio, ma vengono prese allo scòpo di evitare rischi e problemi maggiori nelle prossime settimane e nei prossimi mesi. Per pagare le attuali bollette e le prossime (che rischiano di essere ancora più salate) dovremmo, infatti, tagliare i servizi. Spegnere un paio d'ore le luci dei lampioni - rimarca Borrelli - e abbassare un po' il riscaldamento sono, al tempo stesso, un grido d'allarme e una manifestazione di consapevolezza della drammaticità della situazione. Noi facciamo la nostra parte - diciamo al Governo nazionale e alla Regione - ci aspettiamo che voi facciate subito la vostra".

"Potremmo discutere a lungo sui motivi di questa crisi energetica, sulla speculazione in atto, che va stroncata, sulla guerra in Ucraina, sullo scontro Russia-America, ma tutto questo non ci risolve il problema di non dissestare i nostri bilanci e continuare a fornire servizi essenziali. Questo sforzo, ne siamo consapevoli, - conclude Borrelli -non basterà a far fronte all'emergenza energetica e all'aumento esponenziale dei costi. Ma, se ci saranno scelte adeguate a livello europeo, nazionale e regionale, se anche noi (come Comuni) faremo la nostra parte, potremo affrontare meglio la drammaticità della situazione attuale". 06 ott. 2022

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