Pista ciclabile di via del Mare a Lanciano. La Procura apre inchiesta. Laccisaglia (Pd): 'Stiamo cambiando la città'. Tracciato chiuso per un mese
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"La ciclabile in via del Mare è un intervento" che "ha notevolmente potenziato un intero quartiere, più ordinato, più illuminato, privo degli immensi ristagni di acqua (chi abita in quella zona sa di cosa parlo), privo di barriere architettoniche: sarebbe sufficiente osservare come oggi per gli ospiti della casa di cura "Villa Giulia" sia facile e sicuro passeggiare per poter giustificare il cambiamento di abitudini" ed è "un’opera che può essere migliorata". Non si fa attendere, ed è polemica, la dettagliata la replica di Angelo Laccisaglia, capogruppo del Pd e rappresentante dell’associazione "Io amo Lanciano" agli attacchi, sferrati da più fronti, alla pista ciclabile di via del Mare a Lanciano (Ch), che adesso è anche sotto la lente della magistratura, dato che la Procura di Lanciano ha aperto un'inchiesta dopo gli esposti dell'associazione Ascom Abruzzo. La controffensiva è verso "una parte della minoranza" che "parla addirittura di sperpero di denaro pubblico, terrorizzati all’idea che nella propria città" ci sia "un cambiamento culturale".

Dice Laccisaglia: "Il centrodestra, che ha governato per venti lunghi anni, ha lasciato la città piena di immondizia, senza idee, con le strade ridotte a colabrodo, con un’illuminazione fatiscente, con un Prg privo di approvazione". E oggi vive  "quasi un’ossessione", la pista ciclabile di via del Mare. Il capogruppo del Partito democratico risponde, punto su punto - tralasciando però gli aspetti tecnici e normativi della questione -, alle osservazioni e alle critiche feroci che "piovono" da mesi sulla ciclovia. "I 600.000 euro ottenuti per la realizzazione dell’opera (insieme ad altri 235 mila euro di fondi comunali - ndr), fondi europei intercettati per il tramite della Regione Abruzzo, erano soldi vincolati alla realizzazione di un percorso ciclabile. Un finanziamento che con il centrodestra non sarebbe mai arrivato, perché al di là delle dichiarazioni di facciata, loro sono contrari a qualsiasi forma di mobilità alternativa. Lo dimostra il fatto che a Lanciano da decenni c’è un servizio di trasporto pubblico e con il centrodestra alla guida della città nessuno aveva mai pensato di posizionare orari e pensiline, cosa che sarà fatta nei prossimi mesi dall’amministrazione comunale".

E poi cifre e statistiche: con la piste ciclopedonali l’obiettivo è "incentivare una mobilità alternativa" come "una volontà politica che nasce da dati oggettivi, suffragati da due mandati elettorali. Il Comune di Lanciano è il centro di un bacino di persone che supera le 100.000 unità; nella nostra città il solo turismo religioso conta oltre 60.000 arrivi all’anno, numeri che intrecciati con quelli rilevati nel Piano generale del traffico hanno evidenziato che ci sono in media 55.000 transiti giornalieri, 23.000 in ingresso dei quali solo il 15% è riconducibile a traffico di attraversamento. Su 1.500 interviste dirette effettuate, il 78% delle auto trasportava solo il conducente, nell’87% dei casi la destinazione è risultata essere "casa" e nel 67% "il luogo abituale di lavoro". Quindi "si stima che quotidianamente 27.000 persone raggiungano Lanciano con l’auto privata, e che sia pari a circa 30.000 utenti/giorno la stima del traffico complessivo di scambio tra la città e il territorio extra-urbano". A questi rilevamenti poi si sommano dell’Istat-Aci del 2015 che "evidenziano come sul territorio di Lanciano siano presenti 669 auto ogni 1.000 abitanti, dato rilevante rispetto alla media italiana che è di 620 auto per 1000 abitanti e in funzione del quale l’Italia risulta essere il paese europeo con il maggior tasso di motorizzazione". 

L’opposizione consigliare - è l'attacco - invece che favorire il "processo di cambiamento... resta arroccata a tifare contro la propria città, contro la possibilità che la qualità dell’aria migliori, contro il fatto che propri concittadini possano fare attività fisica spostandosi e quindi trarne benefici in termini di salute, contro la possibilità di liberare posti auto preziosi in centro a favore di chi non può fare a meno di utilizzare la macchina, quando invece su queste tematiche non dovrebbe esistere alcuna contrapposizione”. 

C’è la replica indiretta anche all’associazione Ascom Abruzzo, che ha presentato esposti alla magistratura perché il tracciato è a rischio, è teatro di ripetuti incidenti, e non a norma.  "Riceverà abbondanti risposte tecniche, così come accaduto per la Ztl su cui il ministero dei Trasporti nulla ha avuto da eccepire", afferma Laccisaglia. La paura che alligna fra i banchi dell’opposizione, precisa il capogruppo del Partito democratico, è quella del cambiamento: "In molti decidono poi di lasciare il suo significato relegato al tempo della campagna elettorale e soprattutto perché cambiare le cose poi richiede uno sforzo notevole". Amministrare - evidenzia Laccisaglia - significa "far il bene della propria comunità, della salute dei cittadini e del futuro delle prossime generazioni", un esempio "è quello di Ecolan, la società pubblica che grazie all’azione dell’amministrazione Pupillo ha smesso il ruolo di "poltronificio" ed ha avviato un percorso virtuoso, diventando oggi un esempio a livello nazionale sul ciclo dei rifiuti. Ecolan - sottolinea - negli anni aveva assicurato consulenze agli amici degli amici, posti nei Consigli di amministrazione agli assessori defenestrati o ai politici delusi", mentre attraverso l’amministrazione Pupillo, "scegliendo la strada della competenza e del merito, ha consentito ad un vasto territorio grazie anche alla preziosa collaborazione dei cittadini di aggiungere medie di rifiuto differenziato vicine all’80%, producendo utili per i Comuni soci e investendo oltre 12 milioni di euro sul nostro territorio per la costruzione di nuovi impianti".

"Cambiare ancora e in meglio la città, - conclude Lacisaglia - significa compiere uno sforzo collettivo". Tra "mille difficoltà stiamo cercando di rendere Lanciano anche più decorosa, vedi i lavori a Corso Trento e Trieste e quelli in procinto di iniziare per la riqualificazione di Villa delle rose".  

Per oggi era stato annunciato, da parte del Comune, l'avvio dei lavori sulla pista, per migliorarne fruibilità e sicurezza. Ma degli interventi, questa mattina, nessuna traccia. I pezzi di ciclovia che, secondo l'ordinanza del settore Urbanistica, la numero 56 del 22 febbraio 2019, resteranno "interdetti, mediante transenne e nastrature", sono: tratto in prossimità dell'incrocio con via Alba/via della Pace fino all'incrocio con via Bologna compreso; tratti antecedenti e susseguenti gli incroci con via Vicenza, con via Marzabotto e con via Firenze; tratto in prossimità dell'incrocio con la bretella di congiunzione con via Panoramica. In pratica la pista sarà inutilizzabile. Il provvedimento di chiusura resterà in vigore fino al 26 aprile prossimo.

Alessandro Di Matteo

Nelle foto la pista di via del Mare e Angelo Laccisaglia (Pd)

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