Una lettera del presidente pro tempore della Regione, Giovanni Lolli, al sindaco di Atessa, Giulio Borrelli, in cui, dopo le polemiche infinite,  il primo cittadino viene rassicurato circa "la validità e l'efficacia" delle delibere regionali e della Asl riguardanti l'ospedale di Atessa (Ch). Il documento è di oggi. 

Nella nota si ripercorre l'iter che ha portato, "con l'ausilio di comprovata e solida documentazione istruttoria", alla classificazione del "San Camillo de Lellis" di Atessa quale presidio di area disagiata, partendo dalle delibere di Giunta regionale del 7 novembre 2017  (numero 642) e del 17 gennaio 2018 (numero 15) nate, viene evidenziato, "ascoltando e valutando le esigenze degli amministratori, degli operatori e delle popolazioni locali". "Questa scelte - dice Lolli - è frutto di una consapevole e responsabile strategia per assicurare un adeguato assetto del sistema sanitario pubblico su un territorio vasto e complesso". 

"L'ospedale di Atessa - viene sottolineato - resta un punto di riferimento per trentuno comuni montani distanti tra loro e con difficili collegamenti con altre strutture sanitarie". E il riconoscimento di ospedale di area disagiata "costituisce un modello organizzativo in un'ottica di cure adeguate e di reti integrate di servizi". Ora - si fa presente - "si sta procedendo al potenziamento dell'assetto organizzativo e al suo rafforzamento quali-quantitativo". Il 31 gennaio scorso il direttore generale della Asl Lanciano Vasto Chieti, Pasquale Flacco, ha trasmesso  all'assessore regionale Silvio Paolucci le delibere aziendali (1498 del 18 dicembre 2018 e 53 del 24 gennaio 2019) con le quali la Asl ha modificato il proprio Atto aziendale in favore di Atessa. 

A seguire, lo scorso 6 febbraio, Flacco ha inviato gli stessi documenti al Dipartimento Salute e Welfare e all'Agenzia sanitaria regionale, chiamata a fornire una propria valutazione, al cui esito seguirà la validazione delle delibere Asl. "Stiamo seguendo tutte le procedure normative - conclude Lolli -. L'iter è avviato ed è sui binari giusti per raggiungere gli esiti condivisi". 

Alla lettera fa immediatamente seguito la risposta del sindaco di Atessa, che evidenzia: "Ci saremmo aspettati di non dover affrontare altre tappe nel faticoso percorso, all'interno della legislazione vigente, per il riconoscimento pieno e effettivo di Atessa come presidio ospedaliero di area disagiata. Non temiamo, tuttavia, questo ulteriore passaggio. La documentazione presentata a Pescara e a Roma, che certifica i nostri diritti, è - come viene riconosciuto - inoppugnabile. Abbiamo portato avanti la richiesta, approvata all'unanimità, dal Consiglio comunale del 6 novembre 2017, con la partecipazione e il sostegno di tutti i sindaci del territorio. I risultati raggiunti finora, e confermati dalla Regione, sono il frutto dello sforzo di tanti. Abbiamo lavorato affinché gli impegni fossero rispettati e, come amministrazione comunale, non ci siamo mai attribuiti meriti particolari. Abbiamo sempre detto - ribadisce Borrelli - che non smobilitiamo.  Abbiamo promesso e promettiamo che continueremo a vigilare e a batterci per il rispetto dei diritti delle nostre comunità e per una rapida e effettiva esecuzione delle delibere aziendali. Lo faremo qualunque saranno le circostanze future e chiunque guiderà domani la Regione Abruzzo. Non ci interessano le speculazioni di parte e le propagande elettorali".

"Ribadiamo anche la necessità - conclude il sindaco - di superare i limiti della legislazione in materia ospedaliera. Le norme attuali hanno penalizzato non solo Atessa, ma anche altri centri della nostra regione, che sono punto di riferimento di importanti aree interne. I piccoli presidi ospedalieri (quelli, per intenderci, che non hanno 20 mila accessi all'anno al pronto soccorso) possono contribuire a alleggerire le liste di attesa e a soddisfare le esigenze di cittadini penalizzati da scelte sbagliate che vanno corrette, innanzitutto, dal Parlamento nazionale".

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