Mobilitazione per salvare il Distretto sanitario di Villa Santa Maria: diffida e raccolta firme

Una diffida formale alle istituzioni, una petizione e la "minaccia" di una mobilitazione che potrebbe arrivare fino a Roma. Cresce la protesta in Val di Sangro contro il progressivo ridimensionamento del Distretto sanitario di Villa Santa Maria (Ch), presidio di riferimento per decine di comuni. I promotori dell'iniziativa denunciano una situazione ormai "insostenibile" e chiedono un intervento urgente per garantire il diritto alla salute ai cittadini del territorio.

A promuovere le iniziative sono Mauro Carbonetta e Vito Paolini, primi firmatari della raccolta firme.

La diffida è stata indirizzata al ministero della Salute; al presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio; all'assessore regionale alla Salute, Nicoletta Verì; alla direzione della Asl Lanciano-Vasto-Chieti, ai sindaci del territorio e, per conoscenza, al presidente della Provincia di Chieti, Francesco Menna e al consigliere regionale Alessio Monaco, che si è già attivato.

Al centro della contestazione c'è il progressivo depauperamento del poliambulatorio, che serve un'ampia area montana compresa tra Archi e Gamberale. Nel corso degli anni - viene evidenziato - il numero delle specialistiche presenti nella struttura si sarebbe drasticamente ridotto, riportando il servizio offerto "indietro di oltre quarant'anni".

Particolarmente critica viene giudicata la situazione della Radiologia, considerata fondamentale, ma oggi fortemente ridimensionato. Una condizione che, secondo il comitato, costringe molti pazienti a spostarsi verso Casoli, Atessa, Lanciano, Vasto, Ortona o Chieti anche per semplici esami diagnostici.

A preoccupare è anche l'attuale calendario delle attività. Nel mese di giugno risultano infatti attivi soltanto pochi ambulatori distribuiti nell'arco della settimana: Urologia e Cardiologia il lunedì, con la cardiologia presente soltanto una volta al mese; Diabetologia ed Endocrinologia il martedì; Oculistica e Otorinolaringoiatria il mercoledì; Ginecologia e Psicologia il giovedì, entrambe soltanto due volte al mese. Un'offerta ritenuta "a gettoni", insufficiente rispetto alle esigenze di un territorio caratterizzato da una popolazione anziana e da un'elevata incidenza di patologie croniche.

Ulteriore elemento di allarme è rappresentato dall'imminente pensionamento del direttore sanitario del Distretto, il dottor Arnaldo Rossi. I cittadini chiedono di conoscere quale sarà il futuro dei servizi oggi garantiti dalla struttura: dall'assistenza domiciliare integrata alle vaccinazioni, fino ai rinnovi delle patenti e ai controlli sanitari ordinari. Il timore è che, senza una sostituzione adeguata, la presenza medica possa ridursi da sei giorni settimanali ad appena uno, con conseguenze "colpo di grazia".

Nel documento viene inoltre contestata la motivazione, più volte richiamata dalle aziende sanitarie, della carenza di personale medico. "La mancanza di professionisti - sostengono i promotori della protesta - non può trasformarsi in una giustificazione permanente per smantellare i servizi pubblici nelle aree interne e compromettere il rispetto dei Livelli essenziali di assistenza".

La diffida contiene tre richieste precise: il ripristino e il potenziamento del servizio di Radiologia e delle attività specialistiche; chiarimenti ufficiali sul futuro del Distretto dopo il pensionamento del direttore sanitario; la convocazione di un incontro urgente tra Regione, Asl e una delegazione del territorio.

Parallelamente è partita una raccolta firme, sia cartacea che online, con l'obiettivo di coinvolgere l'intero comprensorio. 02 lug. 2026

@RIPRODUZIONE VIETATA

totale visualizzazioni: 953

Condividi l'Articolo