Lanciano. Pista ciclabile di via del Mare, arriva l'esposto dei 5Stelle
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Sicurezza dei cittadini costantemente messa a repentaglio, elevato numero di incidenti e un enorme utilizzo di denaro pubblico. Il tutto per una pista ciclabile che non rispetta le normative. E' il contenuto dell’esposto, inviato al ministero dei Trasporti, a Regione Abruzzo e al procuratore regionale della Corte dei Conti, a firma del consigliere regionale M5S Francesco Taglieri riguardo alla pista ciclabile di Lanciano (Ch), che percorre via Del Mare, via Panoramica e via Alba. 

"Ciò che deve essere messo in chiaro fin da subito – afferma Taglieri – è che non saremo mai contrari alla realizzazione di piste ciclabili. Uno dei punti cardine del Movimento 5 Stelle riguarda proprio la mobilità sostenibile e sono fermamente convinto che sia questa la direzione da seguire da qui ai prossimi anni. Ma quello che viene vissuto a Lanciano ogni giorno è inaccettabile". 

"Come ho potuto constatare a seguito di un sopralluogo insieme all’avvocato Quirino Ciccocioppo e all’Ingegner Federico Violante, ci sono situazioni potenzialmente pericolose lungo tutto il tracciato. A cominciare dagli incroci. Per immettersi nella carreggiata, - dice - le automobili devono invadere la pista senza avere la visuale libera, rischiando così di urtare un ciclista di passaggio. E non è un caso se diversi incidenti hanno avuto esattamente questa dinamica. L’unico atto realizzato finora dall’amministrazione comunale è stata una delibera con la quale si è abbassato a 10 km/h la velocità lungo tutta la pista ciclabile, nonostante la velocità di progetto consigliata dalle linee guida sia di 20 km/h. Difficile quindi non associare la scelta a un’ammissione di inconsistenza progettuale".

"Questa pista ciclabile – spiega l’avvocato Ciccocioppo – è tuttora sprovvista dell’ordinanza prevista dall’articolo 7 del Decreto legislativo 285/92 del "Codice della Strada" e non rispetta alcuni degli articoli del Decreto ministeriale 557/99, che definisce la pista ciclabile. Le carenze, sia sotto il punto di vista della cartellonistica che, più in generale, sotto quello della sicurezza, sono visibili a tutti".

“A questo si somma – incalza l’Ingegner Violante – l’assenza di un cordolo separatore per circa la metà del percorso in via del Mare, nonostante sia obbligatoria una separazione fisica con la viabilità veicolare essendo questo tratto di pista a doppio senso di marcia e sul lato sinistro della strada. Si registra inoltre la ridotta visibilità nelle intersezioni di via Genova e via Alba, l’interferenza tra la pista e un distributore di carburante nella parte iniziale di via del Mare e addirittura la sua sovrapposizione con un parcheggio privato su via Panoramica”. 

Alla luce di questa situazione di evidente emergenza, il consigliere Taglieri pone l’accento sulla questione dei fondi: "Per realizzare quest’opera sono già stati spesi oltre i 500mila euro di soldi pubblici. Ultimamente ne sono stati utilizzati 47mila per realizzare interventi di miglioramento che non hanno però concretamente portato a nessuna soluzione. Il costo al metro lineare risulta essere decisamente superiore rispetto alla media dei computi metrici del resto d’Italia".

"È evidente – conclude – che qui ci sono troppe cose che non vanno. Per questo ho voluto firmare un esposto. Non è possibile rimanere in silenzio davanti a tutto questo. A cominciare dalla sicurezza. Ho voluto interpellare il ministero dei Trasporti affinché venga valutata la regolarità della pista e si prevengano incidenti potenzialmente mortali. Voglio anche invitare la Regione Abruzzo a fare ulteriori valutazioni economiche: vale davvero la pena continuare a utilizzare i soldi dell'Abruzzo per un’opera sulla quale non c’è ancora la certezza della regolarità, invece di dirottarli su altre ben più sicure? Infine alla Corte dei Conti di valutare se nel comportamento dell’amministrazione comunale siano riscontrabili condotte che possano aver causato un danno alle tasche dei cittadini. Mi troverete sempre d’accordo in materia di sviluppo delle piste ciclabili. A patto che non mettano in pericolo la salute di nessuno".

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